Parcheggi in Sicilia, il numero che i Comuni non pubblicano
Le tariffe delle strisce blu siciliane sono tra le più basse d’Italia. Ma dal dicembre 2024 il Codice della Strada impone ai Comuni di determinare con atto motivato la quota di stalli liberi da affiancare a quelli a pagamento. In Sicilia un solo capoluogo ha pubblicato quel dato. Consumerismo chiede trasparenza a tutti gli altri.
L’analisi dell’Osservatorio Consumerismo pubblicata il 19 agosto ha fotografato una voce di spesa che nessuna famiglia mette a preventivo quando organizza le vacanze: il parcheggio. Il caso più clamoroso è quello di Paraggi, porta d’accesso a Portofino, dove la sosta tra le 12 e le 24 ore arriva a 70 euro. A Venezia l’Autorimessa Comunale di Piazzale Roma tocca i 35 euro per 24 ore. A Rimini il nuovo parcheggio di Piazza Marvelli chiede 30 euro per l’intera giornata.
Numeri che, letti accanto a quelli siciliani, raccontano una storia diversa da quella che ci si aspetterebbe.
In Sicilia si paga poco.
Le tariffe orarie della sosta su strada nei capoluoghi siciliani sono tra le più contenute del Paese.
Cinque euro a Taormina contro gli otto euro della prima ora a Paraggi: circa il 40% in meno. Sulla carta, la Sicilia è la regione dove lasciare l’auto costa meno. Il problema è un altro, e non si vede guardando il parcometro.
Il dato che quasi nessuno Comune pubblica
Quando un Comune decide che una porzione di strada diventa sosta a pagamento, non sta solo fissando un prezzo. Sta sottraendo spazio pubblico all’uso gratuito. E la legge, su questo, ha qualcosa da dire.
L’articolo 7, comma 8, del Codice della Strada stabilisce che il Comune il quale istituisca aree di sosta a pagamento deve riservare, sulla stessa area o nelle immediate vicinanze, una adeguata area destinata a parcheggio senza dispositivi di controllo della durata della sosta. Tradotto: accanto alle strisce blu devono restare le strisce bianche.
Va detto con chiarezza, perché su questo circola parecchia confusione: la norma non fissa alcuna percentuale. Non esiste un rapporto di legge del tipo “una bianca ogni due blu”, né un obbligo di alternanza tra stalli liberi e stalli tariffati. La parola che il legislatore usa è “adeguata”, ed è una parola elastica.
Fino al 2024 quell’elasticità si traduceva, nei fatti, in silenzio. Poi è arrivata la legge 25 novembre 2024, n. 177, che ha riscritto ampie parti del Codice e ha aggiunto al comma 8 una frase che cambia il quadro: il Comune individua con motivata determinazione la quota di aree destinate al parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo, tenuto conto dell’esigenza di garantire un adeguato numero di stalli non assoggettati al pagamento, anche con limitazione temporale della durata del parcheggio.
Non è più una prassi implicita. È un obbligo di motivazione: un atto scritto e verificabile in cui l’amministrazione deve dire quanti stalli lascia liberi e perché quel numero è sufficiente. La norma è in vigore da dicembre 2024, richiamata dalla circolare del Ministero dell’Interno alle Prefetture del 20 dicembre 2024. La stagione turistica 2026 è la seconda che si svolge sotto la sua vigenza.
Resta una eccezione importante, ed è giusto ricordarla: l’obbligo non si applica alle aree pedonali, alle zone a traffico limitato e alle zone omogenee “A” del decreto ministeriale 1444 del 1968, cioè i centri storici classificati come tali dagli strumenti urbanistici. Molte delle località turistiche siciliane più critiche rientrano proprio in queste categorie. Ma l’eccezione copre il perimetro della ZTL, non l’intero territorio comunale, e non esime comunque il Comune dal dichiarare dove finisce la zona esente e dove comincia quella soggetta all’obbligo.
Palermo ha pubblicato i numeri
Nel nuovo Piano di regolamentazione della sosta tariffata il Comune di Palermo ha reso pubblici numeri precisi. A regime il sistema comprenderà 18.422 stalli gestiti da AMAT Palermo S.p.A., dei quali 11.722 destinati alla sosta tariffata e 6.700 riservati alla sosta non tariffata. In percentuale, poco meno di due terzi a pagamento e poco più di un terzo liberi.
Nella comunicazione del gestore la quota non tariffata comprende però sia le strisce bianche per la sosta libera sia le strisce gialle riservate. Le gialle non sono sosta libera: sono spazi destinati a categorie determinate. La quota effettivamente accessibile a chiunque è quindi inferiore al terzo dichiarato, e sarebbe utile conoscerne la scomposizione.
C’è poi un passaggio che merita attenzione. Nella nota del Comune si legge che la quota di stalli liberi supera il limite minimo previsto dalla normativa vigente. Ma un limite minimo quantificato, nell’articolo 7 del Codice della Strada, non c’è. Non è un rilievo polemico: è una domanda legittima su quale sia il parametro a cui l’amministrazione fa riferimento, perché se esiste va indicato, e se non esiste va spiegato come è stata costruita la proporzione.
Resta il fatto che a Palermo questa discussione si può fare, perché i numeri sono pubblici. Dalla ricognizione condotta ad agosto 2026 sulle fonti liberamente accessibili, negli altri Comuni siciliani interessati da flussi turistici rilevanti un dato analogo non risulta reperibile. Che non equivale a dire che non esista: può essere stato adottato e non pubblicato. Ma se un cittadino non riesce a trovarlo, l’obbligo di motivazione ha perso metà del suo senso.
Taormina, i numeri e quelli che mancano
Il caso di Taormina illustra bene il punto, su un piano diverso ma convergente.
Dal 1° agosto 2026 il tariffario del parcheggio Porta Catania, gestito dall’azienda municipalizzata ASM, prevede in alta stagione 34 euro per 24 ore e 52 euro per 48 ore. Gli importi comprendono 3 euro di ticket comunale, non dovuto da chi risiede a Taormina.
Sul trattamento riservato ai residenti, però, la documentazione accessibile non è allineata. Il tariffario in formato PDF scaricabile dal sito aziendale riporta ancora gli importi precedenti alla revisione e indica per i residenti una riduzione del 50 per cento. Le cronache della delibera approvata dal Consiglio comunale il 28 luglio descrivono invece un regime diverso, con prima ora gratuita e un tetto di 10 euro per 24 ore. Le due versioni non coincidono, e nessuna delle due è confermata da un tariffario residenti aggiornato e pubblicato.
Comunque la si legga, il divario tra chi vive in città e chi arriva da fuori è consistente. Le agevolazioni ai residenti sono legittime e diffuse in tutta Italia: servono a compensare chi nel centro abita e non ha alternative. La questione non è la loro esistenza, è la loro misura, e soprattutto la possibilità di conoscerla. Oggi un automobilista che si informa prima di partire trova due risposte diverse sullo stesso sito.
Vale la pena ricordare che la rimodulazione ha già prodotto contestazioni locali. In Consiglio comunale i gruppi di opposizione hanno criticato metodo e merito della delibera, mentre l’associazione turistica Taoxenia Taormina ha definito gli aumenti per i non residenti sproporzionati, chiedendo di congelarli per la stagione in corso.
Le domande che restano aperte
Per chi voglia farsi un’idea sulla sosta a pagamento nel proprio Comune, sono quattro le informazioni che dovrebbero essere pubbliche e facilmente reperibili:
1. La determinazione motivata prevista dall’articolo 7, comma 8, del Codice della Strada come modificato dalla legge 177/2024, con l’indicazione della quota di stalli non assoggettati al pagamento.
2. Il numero assoluto degli stalli a pagamento e di quelli liberi, distinguendo le strisce bianche dalle strisce gialle riservate, che sosta libera non sono.
3. La perimetrazione delle aree in cui l’obbligo non si applica perché area pedonale, ZTL o zona omogenea “A”, così da rendere verificabile il confine dell’esenzione.
4. La destinazione dei proventi, che ai sensi del comma 7 dello stesso articolo 7 devono andare a parcheggi, trasporto pubblico locale e mobilità urbana.
Un euro l’ora è poco rispetto ad altre tariffe nazionali. Ma un euro l’ora su una strada dove non è rimasto un solo stallo gratuito raggiungibile a piedi non è più una tariffa: è un obbligo di pagamento presentato come una scelta. La differenza tra le due cose sta in un numero che, nella gran parte dei Comuni siciliani, oggi non si trova.
Segnala
Consumerismo invita cittadini, residenti e turisti a segnalare i casi in cui il costo della sosta non corrisponde a quanto si è effettivamente utilizzato o ricevuto. In particolare: tariffe a fasce che fanno pagare l’intera giornata per poche ore in più, importi minimi che trasformano una sosta di dieci minuti in un’ora, servizi annunciati e non erogati come le navette dai parcheggi di interscambio o gli ascensori nelle strutture a più livelli, parcometri guasti senza alternative di pagamento raggiungibili, stalli tariffati ma di fatto inutilizzabili per cantieri o occupazioni. Segnalazioni utili anche quando, accanto alle strisce blu, non resta alcuna area di sosta libera raggiungibile a piedi. La segnalazione è possibile inviarla tramite il form di seguito
