Codice etico e manifesto dei volontari di Consumerismo
CODICE ETICO
Consumerismo No Profit APS ETS
Premessa
L’Associazione Consumerismo No Profit APS ETS, codice fiscale 96452090580, partita IVA 15718681008, con sede legale in Roma, Via Catania n. 69/B, iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore nella sezione delle associazioni di promozione sociale, in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, Dott. Luigi Gabriele, approva e rende obbligatorio il presente Codice etico, che vale altresì come manifesto di impegno associazionistico rivolto a tutti gli attivisti, i collaboratori e i volontari dell’associazione.
Il Codice raccoglie i principi che orientano l’azione dell’associazione e le regole di condotta che ne discendono. Non sostituisce lo Statuto, i regolamenti interni e la normativa applicabile: li integra sul piano dei comportamenti attesi. In caso di divergenza prevalgono lo Statuto e la legge.
Il Codice persegue quattro finalità:
- rendere riconoscibile e coerente l’azione di chi opera in nome dell’associazione;
- proteggere l’indipendenza dell’associazione da condizionamenti economici, politici e commerciali;
- tutelare le persone che si rivolgono all’associazione, in particolare quelle in condizione di vulnerabilità;
- fornire un criterio oggettivo e conoscibile di valutazione delle condotte.
Ambito di applicazione
Il Codice si applica, per quanto di rispettiva competenza, a:
- i componenti degli organi sociali;
- i volontari iscritti nel registro dei volontari dell’associazione;
- i soci che operano in nome o per conto dell’associazione;
- i collaboratori a qualunque titolo, retribuiti e non retribuiti;
- i responsabili di sedi territoriali, sportelli e delegazioni;
- i consulenti e i professionisti incaricati, per la parte compatibile con il loro incarico e con le rispettive norme deontologiche.
L’accettazione del Codice è condizione per l’assunzione e il mantenimento di incarichi operativi e di rappresentanza.
Quadro di riferimento
L’attività dell’associazione si colloca nel quadro del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117), del Codice del consumo (D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206) e della disciplina europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, come successivamente modificato). Ogni richiamo normativo contenuto nel Codice si intende riferito al testo vigente e si aggiorna automaticamente alle modifiche successive.
Sezione I. I dieci impegni
I dieci impegni che seguono costituiscono il nucleo identitario dell’associazione. A ciascun impegno segue l’indicazione dei comportamenti concreti che ne rendono possibile la verifica.
Articolo 1. Informazione critica
Impegno: ci impegniamo a fornire informazioni accurate, affidabili e critiche sulle principali tematiche consumeristiche, contribuendo a contrastare l’infodemia e permettendo ai consumatori di prendere decisioni informate.
In concreto:
- verifichiamo le fonti prima di pubblicare e citiamo gli estremi dei documenti richiamati, siano essi norme, delibere, provvedimenti o dati ufficiali;
- distinguiamo sempre il fatto documentato dalla valutazione dell’associazione e dall’ipotesi ancora da verificare;
- non utilizziamo toni allarmistici né titoli che il contenuto non sostiene;
- non diffondiamo dati numerici di cui non sia indicabile la fonte;
- correggiamo pubblicamente e tempestivamente gli errori, con la stessa evidenza data alla comunicazione originaria.
Articolo 2. Indirizzare il mercato
Impegno: crediamo che il consumatore sia l’agente razionale del mercato e, di conseguenza, promuoviamo la consapevolezza dei consumatori affinché possano influenzare il mercato attraverso le loro scelte.
In concreto:
- costruiamo strumenti di confronto e di educazione al consumo comprensibili anche a chi non possiede competenze tecniche o digitali;
- diamo priorità alle informazioni che rendono la scelta reversibile e consapevole, come le condizioni di recesso, i costi di uscita e le clausole di rinnovo;
- portiamo la voce dei consumatori nei luoghi in cui le regole di mercato si formano, dalle consultazioni pubbliche ai tavoli tecnici;
- misuriamo l’efficacia delle campagne su risultati verificabili e non sulla sola visibilità mediatica;
- non trasformiamo l’orientamento al consumo nella promozione di singoli marchi o operatori.
Articolo 3. Autonomia finanziaria
Impegno: affidiamo esclusivamente alle iscrizioni dei soci, ai contributi liberali, all’attività volontaristica e all’attività progettuale, nazionale e internazionale, il finanziamento delle nostre attività, per garantire l’indipendenza e l’imparzialità delle nostre azioni.
In concreto:
- non accettiamo contributi che comportino, anche in via implicita, vincoli sui contenuti, sulle posizioni pubbliche o sulla scelta dei casi da seguire;
- rendiamo tracciabile ogni entrata e la riconduciamo a una delle fonti ammesse;
- nei documenti in cui l’associazione si esprime su un determinato mercato rendiamo note le collaborazioni onerose in essere con soggetti che operano in quel mercato;
- ci riserviamo di rifiutare o restituire contributi la cui provenienza o finalità risulti incompatibile con il presente Codice;
- nessuna singola fonte di finanziamento deve raggiungere un peso tale da condizionare l’autonomia dell’associazione: il Consiglio Direttivo verifica periodicamente la composizione delle entrate.
Articolo 4. Comitato scientifico
Impegno: sosteniamo un comitato scientifico composto da esperti volontari provenienti dalle istituzioni, dal mercato e dal mondo no profit, per fornire la migliore consulenza e il miglior supporto nelle nostre attività associazionistiche.
In concreto:
- i componenti sono scelti per competenza documentata e operano a titolo gratuito;
- all’atto della nomina dichiarano gli interessi rilevanti rispetto ai settori di intervento dell’associazione e ne comunicano ogni variazione;
- i pareri sono resi per iscritto e conservati agli atti;
- il parere non vincola gli organi sociali, ma la decisione che se ne discosta su questioni tecniche è motivata e verbalizzata.
Articolo 5. Tutela dei diritti dei consumatori
Impegno: ci dedichiamo alla difesa dei diritti dei consumatori, monitorando le attività delle Autorità Garanti e lavorando per garantire che i diritti dei consumatori siano rispettati e tutelati.
In concreto:
- monitoriamo gli atti delle autorità indipendenti di regolazione e vigilanza e partecipiamo alle consultazioni pubbliche di nostro interesse;
- utilizziamo gli strumenti previsti dall’ordinamento: reclami, segnalazioni, procedure conciliative, esposti e azioni collettive;
- trattiamo ogni segnalazione con pari attenzione, indipendentemente dal valore economico della controversia e dalla notorietà della controparte;
- dedichiamo attenzione specifica ai consumatori vulnerabili per età, condizione economica, stato di salute, competenza linguistica o digitale;
- non promettiamo esiti e informiamo la persona assistita dei limiti dell’intervento e dei tempi realistici.
Articolo 6. Solidarietà e iniziative sociali
Impegno: promuoviamo iniziative solidali e sosteniamo raccolte firme per iniziative sociali con l’obiettivo di creare un impatto sociale positivo attraverso il consumo consapevole.
In concreto:
- verifichiamo affidabilità, finalità e trasparenza dei soggetti con cui promuoviamo raccolte firme o iniziative solidali;
- non utilizziamo le iniziative solidali come veicolo pubblicitario per terzi;
- rendicontiamo destinazione e risultato delle raccolte promosse;
- trattiamo i dati raccolti nelle campagne esclusivamente per le finalità dichiarate al momento della raccolta.
Articolo 7. Consumo consapevole
Impegno: sottolineiamo l’importanza del consumo consapevole non solo in base alla provenienza dei prodotti e dei servizi, ma anche valutando l’impatto nel mondo del lavoro che tali consumi generano, promuovendo così un consumo responsabile e sostenibile.
In concreto:
- consideriamo, accanto a prezzo e qualità, le condizioni di lavoro lungo la filiera, l’impatto ambientale e la trasparenza contrattuale;
- segnaliamo le pratiche che scaricano sul consumatore costi occulti o oneri informativi sproporzionati;
- contrastiamo le comunicazioni ambientali e sociali generiche o non verificabili;
- evitiamo di attribuire al singolo consumatore la responsabilità di effetti che dipendono da assetti di mercato o da scelte regolatorie.
Articolo 8. Trasparenza
Impegno: ci impegniamo ad agire in modo trasparente e ad essere responsabili delle nostre azioni, garantendo che i soci e il pubblico siano informati sulle nostre attività, decisioni e risultati.
In concreto:
- pubblichiamo lo statuto, la composizione degli organi sociali e il bilancio nei termini e nelle forme previsti dalla legge;
- indichiamo, nei documenti pubblici, chi li ha redatti e a quale titolo;
- documentiamo a verbale le decisioni rilevanti degli organi sociali;
- rispondiamo in tempi ragionevoli alle richieste di chiarimento provenienti dai soci;
- esplicitiamo la metodologia adottata nelle analisi, nei confronti e nelle valutazioni che pubblichiamo.
Articolo 9. Collaborazione e partenariato
Impegno: favoriamo la collaborazione con altre organizzazioni, istituzioni ed enti del terzo settore per amplificare la nostra voce, condividere risorse e promuovere una maggiore tutela dei consumatori.
In concreto:
- scegliamo i partner in base alla coerenza con i principi del presente Codice e non alla sola convenienza economica;
- formalizziamo le collaborazioni per iscritto, definendo ruoli, risorse, responsabilità e uso dei segni distintivi;
- non prestiamo il nome dell’associazione a iniziative che non contribuiamo effettivamente a realizzare;
- manteniamo la nostra autonomia di posizione anche all’interno di reti e partenariati.
Articolo 10. Legalità e rispetto delle norme
Impegno: operiamo nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti, promuovendo un comportamento etico e responsabile sia all’interno dell’associazione sia nel rapporto con i consumatori, le istituzioni e gli altri attori del mercato.
In concreto:
- non offriamo né accettiamo denaro, regali o altre utilità volte a ottenere vantaggi indebiti;
- non svolgiamo attività riservate alle professioni protette e indirizziamo la persona al professionista competente quando la questione lo richiede;
- rispettiamo la disciplina in materia di protezione dei dati personali, di sicurezza e di gestione amministrativa e fiscale dell’ente;
- segnaliamo agli organi sociali ogni situazione che possa costituire violazione di legge, dello Statuto o del presente Codice.
Sezione II. Regole di condotta
Articolo 11. Gratuità dell’azione volontaria
L’attività del volontario è personale, spontanea e gratuita. Al volontario possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, entro i limiti e secondo le modalità preventivamente stabiliti dall’associazione. È esclusa ogni forma di retribuzione, anche indiretta.
Il volontario non chiede né accetta dalle persone assistite denaro, regali o altre utilità di valore non simbolico, né a titolo personale né per conto dell’associazione al di fuori dei canali istituzionali di adesione e contribuzione. Ogni contributo ricevuto è immediatamente riversato all’associazione e registrato.
Articolo 12. Competenza, diligenza e formazione
Chi opera in nome dell’associazione agisce con la diligenza che la posizione ricoperta richiede, entro i limiti delle proprie competenze e del mandato ricevuto. Il volontario non assume iniziative che eccedono l’incarico affidato e sottopone agli organi competenti le questioni che superano il proprio ambito di autonomia.
L’associazione favorisce la formazione iniziale e l’aggiornamento continuo di chi opera a contatto con il pubblico. La partecipazione alle attività formative indicate come obbligatorie è condizione per l’esercizio delle funzioni di sportello e di rappresentanza.
Articolo 13. Rapporto con la persona assistita
Nel rapporto con chi si rivolge all’associazione osserviamo le seguenti regole:
- ascolto senza pregiudizio e parità di trattamento, senza distinzioni fondate su sesso, origine, lingua, convinzioni personali, condizione economica o sociale;
- chiarezza sulla natura del servizio, su ciò che l’associazione può fare e su ciò che non può fare;
- informazione preventiva e comprensibile su eventuali costi, quote o contributi richiesti, e sulla loro natura;
- divieto di promettere esiti, tempi certi o risultati non nella disponibilità dell’associazione;
- rispetto della volontà della persona, che resta titolare delle scelte sulla propria posizione;
- continuità del servizio, con passaggio di consegne documentato in caso di cessazione dell’incarico;
- indicazione tempestiva del referente competente quando la questione esula dalle proprie competenze.
Articolo 14. Riservatezza e protezione dei dati personali
Le informazioni acquisite nello svolgimento dell’attività sono riservate. Possono essere trattate esclusivamente per le finalità dell’incarico, con gli strumenti e nei sistemi indicati dall’associazione, e non possono essere utilizzate per fini personali, comunicate a terzi o diffuse senza una base giuridica e senza autorizzazione.
In particolare, chi opera per l’associazione:
- accede ai soli dati necessari all’attività assegnata;
- non conserva documentazione degli assistiti su dispositivi o account personali;
- non pubblica e non condivide, neppure in forma parziale o su canali privati, documenti, immagini o dati identificativi delle persone assistite;
- segnala senza ritardo al referente indicato ogni sospetta violazione di dati personali, per consentire gli adempimenti di legge;
- resta tenuto alla riservatezza anche dopo la cessazione dell’incarico.
Articolo 15. Conflitto di interessi
Si trova in conflitto di interessi chi persegue, direttamente o indirettamente, un interesse personale, economico o di terzi confliggente con quello dell’associazione o con la sua imparzialità. Il conflitto va dichiarato per iscritto agli organi sociali appena se ne ha conoscenza. Chi si trova in conflitto si astiene dalla trattazione della pratica e dalla relativa deliberazione.
Costituiscono situazioni tipicamente rilevanti:
- rapporti di lavoro, consulenza, agenzia, procacciamento o partecipazione societaria con operatori dei mercati oggetto dell’attività dell’associazione;
- cariche o incarichi in organizzazioni portatrici di interessi contrapposti;
- rapporti di parentela, affinità, coniugio o convivenza con la controparte di una pratica seguita;
- interessi economici personali collegati all’esito di una campagna, di una valutazione o di un progetto dell’associazione.
Articolo 16. Rapporti con imprese, donatori e sostenitori
I rapporti con imprese, donatori e sostenitori sono gestiti dagli organi competenti e non attraverso relazioni individuali. Ogni proposta di collaborazione ricevuta a titolo personale è trasmessa agli organi sociali.
L’associazione non rilascia attestazioni, riconoscimenti, valutazioni o marchi di qualità che non siano fondati su una metodologia documentata, applicata in modo uniforme e resa conoscibile. Il corrispettivo eventualmente previsto per un’attività di analisi o di valutazione remunera l’attività svolta e non l’esito: il risultato non è in alcun caso negoziabile. Il nome e i segni distintivi dell’associazione non sono concessi per finalità pubblicitarie svincolate dalle attività effettivamente realizzate.
Articolo 17. Indipendenza dalla politica e dalle istituzioni
L’associazione non è espressione di partiti, movimenti politici o amministrazioni. Dialoga con tutte le forze politiche e con tutte le istituzioni sulla base del merito delle questioni, senza aderire a schieramenti. Le posizioni pubbliche dell’associazione sono assunte dagli organi competenti e non coincidono automaticamente con le opinioni personali di chi ne fa parte.
Chi ricopre cariche politiche elettive o di nomina politica, o si candida a ricoprirle, lo comunica agli organi sociali, i quali valutano le misure necessarie a preservare l’imparzialità dell’associazione, ivi compresa la sospensione dei ruoli di rappresentanza esterna, nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto.
Articolo 18. Uso del nome, del logo e della qualifica associativa
Il nome, il logo e la qualifica associativa possono essere utilizzati esclusivamente per le attività autorizzate e nei limiti dell’incarico ricevuto. È vietato utilizzarli per attività personali, professionali o commerciali estranee all’associazione, per acquisire vantaggi individuali o per accreditarsi presso terzi al di fuori del mandato. L’uso cessa immediatamente con la cessazione dell’incarico.
Articolo 19. Comunicazione pubblica e rapporti con i media
Nella comunicazione pubblica, compresi i social network:
- parla in nome dell’associazione soltanto chi è stato espressamente autorizzato;
- chi esprime opinioni personali su temi di competenza dell’associazione lo dichiara con chiarezza;
- il confronto con le controparti resta sul piano dei fatti e delle responsabilità, senza attacchi personali e senza offese;
- non sono diffusi dati o elementi identificativi delle persone assistite, salvo consenso espresso, specifico e documentato;
- le comunicazioni sono corrette anche nella scelta dei titoli, delle immagini e dei dati richiamati.
Articolo 20. Rispetto delle persone e ambiente associativo
L’associazione promuove un ambiente rispettoso, inclusivo e collaborativo. Non sono tollerati comportamenti discriminatori, vessatori, intimidatori o comunque lesivi della dignità delle persone, né molestie di qualsiasi natura, nei rapporti interni come nei rapporti con assistiti, partner e interlocutori esterni. Particolare attenzione è dovuta nei rapporti con minori e con persone in condizione di fragilità.
Articolo 21. Tutela delle risorse e del patrimonio associativo
I beni, gli strumenti, gli account, le banche dati e le risorse economiche dell’associazione sono utilizzati esclusivamente per le finalità istituzionali e con la diligenza dovuta. È vietato l’utilizzo per fini personali, per attività concorrenti o per iniziative estranee all’associazione, così come l’asportazione o la duplicazione non autorizzata di archivi e contatti.
Articolo 22. Sicurezza e coperture assicurative
L’associazione provvede alle coperture assicurative dei volontari previste dalla normativa sul Terzo settore e adotta le misure di sicurezza applicabili ai luoghi e alle modalità di svolgimento delle attività. Chi opera per l’associazione rispetta le istruzioni ricevute e segnala tempestivamente rischi, criticità e incidenti.
Sezione III. Attuazione, vigilanza e violazioni
Articolo 23. Adesione e diffusione
Il Codice è consegnato a chi assume un incarico associativo, che ne sottoscrive la dichiarazione di presa visione e adesione riportata in allegato. La dichiarazione è conservata agli atti dell’associazione. Il Codice è pubblicato sul sito istituzionale e reso disponibile ai soci e al pubblico.
Articolo 24. Segnalazione delle violazioni
Chiunque venga a conoscenza di condotte contrarie al presente Codice può segnalarle all’indirizzo dedicato [DA-COMPILARE: casella di posta o canale per le segnalazioni]. Le segnalazioni effettuate in buona fede non possono in alcun modo dare luogo a conseguenze negative per chi le presenta. L’identità del segnalante è protetta e resa nota soltanto ove ciò sia indispensabile e consentito. Sono vietate le segnalazioni consapevolmente infondate o strumentali, che costituiscono a loro volta violazione del Codice. Restano ferme, ove ne ricorrano i presupposti di applicazione, le tutele previste dalla disciplina in materia di segnalazione di illeciti.
Articolo 25. Procedimento e misure
Le segnalazioni sono istruite garantendo il contraddittorio con la persona interessata, che è informata degli addebiti e messa in condizione di presentare le proprie osservazioni. L’esito è verbalizzato.
In relazione alla gravità, alla reiterazione e alle conseguenze della condotta possono essere adottate le seguenti misure:
- richiamo verbale;
- richiamo scritto;
- sospensione temporanea dall’incarico o dalle attività;
- revoca dell’incarico, della delega o della responsabilità attribuita;
- proposta agli organi competenti di esclusione dalla compagine sociale, nei casi e con le modalità previsti dallo Statuto.
Le misure sono adottate nel rispetto del principio di proporzionalità. Restano impregiudicate le conseguenze civili, penali e amministrative previste dalla legge, nonché le competenze degli organi sociali previste dallo Statuto.
Articolo 26. Organo competente
La vigilanza sull’applicazione del Codice e l’adozione delle misure spettano al Consiglio Direttivo organo competente secondo lo Statuto. L’associazione può istituire un Garante del Codice etico, individuato tra persone indipendenti e prive di conflitti di interesse, con funzioni istruttorie e consultive.
Sezione IV. Disposizioni finali
Articolo 27. Efficacia, revisione e pubblicazione
Il presente Codice entra in vigore dalla data della sua approvazione ed è vincolante per tutti i destinatari indicati in premessa. È sottoposto a revisione ogni volta che intervengano modifiche normative o organizzative rilevanti e comunque con cadenza almeno triennale. Le modifiche sono approvate dall’organo competente, comunicate ai destinatari e pubblicate con le stesse modalità del testo originario.
Approvato dal Consiglio Direttivo in data 22/06/2023.
Il Presidente
Dott. Luigi Gabriele