Climatizzatori e bollette estive a Bari: Consumerismo invita alla chiarezza senza allarmismi.
Nessuna fobia da consumi per le famiglie baresi: il vero nodo resta la trasparenza delle voci in fattura. I consigli dell’associazione per difendere i diritti dei consumatori e gestire la spesa in estate.
BARI – Quando il caldo estivo frena le giornate e fa salire la colonnina di mercurio nel capoluogo pugliese, accendere il condizionatore diventa una scelta naturale per rendere vivibili gli ambienti di casa. Eppure, ogni anno puntualmente si riaccende il dibattito sui costi e sui consumi energetici, spesso accompagnato da toni fin troppo allarmistici che rischiano solo di generare preoccupazione inutile tra le persone.
A fare un punto equilibrato sulla situazione interviene la delegazione locale di Consumerismo No Profit, puntando i riflettori sulla reale tutela dei cittadini e su una corretta informazione.
«Bisogna essere chiari ed evitare colpevolizzazioni: l’aria condizionata non è uno sfizio da centellinare con il timore di rovinarsi, ma una tecnologia al servizio del benessere e della salute, soprattutto quando in casa ci sono anziani, bambini o persone fragili», spiega Raffaella Lauciello, delegata di Consumerismo No Profit per il Comune di Bari. «Il nostro ruolo come associazione non è quello di spaventare le famiglie, ma di aiutarle a capire come funziona davvero la spesa energetica e come difendere il proprio portafoglio da speculazioni o contratti poco chiari.»
Quanto pesa davvero il condizionatore?
I dati dell’Osservatorio Consumerismo mostrano un quadro molto più ridimensionato rispetto ai timori diffusi: l’uso stagionale di un climatizzatore moderno di classe energetica elevata incide mediamente tra i 95 e i 170 euro per tutta la durata dell’estate. Un costo ampiamente sostenibile se rapportato al comfort e alla sicurezza abitativa che garantisce.
Secondo la rappresentante di Consumerismo, il problema principale non risiede quasi mai nelle ore di funzionamento dell’apparecchio, quanto nella struttura complessa delle fatture elettriche.
«Quando arriva una bolletta alta, l’utente tende subito a colpevolizzare gli elettrodomestici di casa», precisa Lauciello. «In realtà, una fetta importante dell’importo finale è composta da quote fisse, spese di trasporto e tasse che non dipendono minimamente dai kilowattora consumati. Ecco perché la nostra battaglia si concentra sulla trasparenza delle tariffe e sulla revisione delle componenti fisse, oltre che sul supporto diretto ai cittadini per verificare se il contratto sottoscritto sia davvero in linea con le proprie esigenze.»
Cinque regole di buon senso per risparmiare senza rinunce
Per fruire del fresco domestico in totale serenità, la delegazione barese dell’associazione suggerisce alcuni piccoli accorgimenti pratici capaci di fare la differenza a fine mese:
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Impostare la giusta temperatura: Regolare il termostato tra i 26 e i 27 gradi assicura un ambiente fresco e salutare. Ridurre inutilmente la temperatura di un solo grado fa salire i consumi fino all’8%.
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Sfruttare la deumidificazione: A Bari l’afa è spesso legata all’alto tasso di umidità. La funzione Dry abbatte la percezione del caldo consumando molta meno energia elettrica.
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Filtri sempre puliti: Una rapida pulizia periodica dei filtri evita che il motore sforzi più del dovuto e migliora la qualità dell’aria respirata in casa.
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Schermare i locali nelle ore calde: Chiudere tende e persiane quando il sole batte forte sulle finestre riduce drasticamente il surriscaldamento delle stanze.
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Leggere con attenzione la bolletta: Verificare periodicamente le condizioni del proprio contratto sul mercato libero permette di individuare opzioni più convenienti o correggere eventuali anomalie.
«Sportelli e referenti di Consumerismo a Bari sono a disposizione di chiunque voglia far analizzare la propria bolletta o richiedere assistenza di fronte a rincari ingiustificati», conclude Raffaella Lauciello. «La tutela del consumatore passa prima di tutto da una corretta informazione e dalla consapevolezza dei propri diritti.»