Carburante annacquato a Bari e provincia: il vademecum di Consumerismo per chiedere i danni
Dopo i recenti maxi-sequestri della Guardia di Finanza, Consumerismo lancia un vademecum per gli automobilisti del territorio di Bari e provincia: conservare le prove, inviare subito una diffida e segnalare il caso alle autorità per non accollarsi migliaia di euro di riparazioni.
BARI – I recenti blitz della Guardia di Finanza, che hanno portato alla scoperta di impianti di distribuzione in cui il gasolio veniva diluito con acqua o sostanze chimiche alteranti, riaccendono i riflettori su un fenomeno fraudolento in forte aumento che rischia di causare gravissimi danni meccanici ai veicoli dei cittadini pugliesi. Con oltre 74 tonnellate di carburanti fuori norma già sottratte al mercato dall’inizio dell’anno e decine di gestori denunciati per frode in commercio e nella miscelazione, il rischio di imbattersi in rifornimenti contaminati riguarda da vicino anche le stazioni di servizio del nostro territorio e gli itinerari di viabilità locale.
Per fare fronte a questa emergenza e tutelare la comunità locale, Consumerismo No Profit, attraverso la propria rappresentanza territoriale e gli sportelli +Tutela, mette a disposizione dei cittadini di Bari un vademecum operativo per far valere i propri diritti e ottenere il risarcimento integrale del danno.
«I controlli sempre più frequenti delle autorità confermano che il fenomeno del carburante annacquato o alterato esiste e non va assolutamente sottovalutato», dichiara Raffaella Lauciello, delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit. «Invito tutti gli automobilisti baresi e della provincia a non rassegnarsi davanti a guasti al motore improvvisi o apparentemente inspiegabili dopo un pieno. Conservare tempestivamente le prove e fare i giusti passaggi procedurali è decisivo per evitare di dover pagare di tasca propria migliaia di euro di riparazione. Allo stesso tempo, ogni segnalazione inoltrata alle forze dell’ordine e alla nostra associazione aiuta a stroncare i comportamenti fraudolenti sul nostro territorio e a tutelare l’intera collettività degli automobilisti.»
Il Vademecum di Consumerismo per gli Automobilisti
L’avvocato Paolo Di Donato, Direttore Nazionale degli Sportelli +Tutela Consumerismo, evidenzia come il primo errore commesso sia spesso quello di continuare a circolare o gettare via la ricevuta d’acquisto. In presenza di spie di avaria, spegnimenti improvvisi, perdita di potenza o difficoltà di avviamento subito dopo un rifornimento, occorre fermare il mezzo e seguire questi passi:
-
Conservare la prova d’acquisto: Guardare con cura la ricevuta o lo scontrino del rifornimento.
-
Annotare i dettagli del pieno: Segnare data, ora, importo erogato, targa dell’auto e la precisa stazione di servizio.
-
Documentare le anomalie: Fotografare il quadro strumenti del veicolo con eventuali spie d’allarme o messaggi di errore accesi.
-
Relazione tecnica dell’officina: Far verificare l’auto da un’officina qualificata richiedendo una perizia scritta in cui si attesti che il guasto è compatibile con l’uso di carburante contaminato o adulterato.
-
Campionamento del carburante: Conservare, ove possibile durante lo svuotamento del serbatoio, campioni del liquido prelevato.
A chi contestare il danno e come agire
Dal punto di vista giuridico, responsabile diretto nei confronti dell’acquirente è sempre il soggetto che ha venduto il carburante. Anche qualora il gestore locale della stazione di servizio adduca colpe alla compagnia petrolifera o alla filiera di trasporto, per legge chi vende un bene non conforme risponde direttamente dei danni arrecati al cliente.
Consumerismo raccomanda di non limitarsi a contestazioni verbali presso l’impianto, ma di inviare tempestivamente una diffida formale tramite PEC o raccomandata A/R alla stazione di servizio e, per conoscenza, alla compagnia petrolifera di riferimento. Nella comunicazione vanno allegati scontrino, perizia dell’officina, foto e fatture di riparazione, richiedendo il rimborso integrale delle spese.
È inoltre fondamentale presentare un esposto alla Guardia di Finanza per consentire immediati controlli della qualità delle cisterne del distributore segnalato, oltre a inviare una comunicazione all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) per pratiche commerciali scorrette.
Contatti per assistenza sul territorio di Bari e segnalazioni:
Gli automobilisti che necessitano di supporto per la redazione delle diffide o l’avvio delle pratiche di risarcimento possono rivolgersi agli Sportelli +Tutela Consumerismo: