Bollette, inverno da 1.000 euro in più?
Luce più che raddoppiata e gas a prezzi triplicati rispetto alla media dello scorso inverno. Stefano Trevisan (ASSIUM) mette in guardia le famiglie dai possibili rincari e invita a controllare contratti, scadenze e costi nascosti prima dell’arrivo dei mesi più freddi.
Oltre 1.000 euro in più tra luce e gas nei cinque mesi da ottobre a febbraio, considerando soltanto la materia prima e la relativa IVA. È quanto emerge da una simulazione che confronta i prezzi medi all’ingrosso dello scorso inverno con quelli della settimana dal 26 ottobre al 1° novembre 2026, rilevati dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), ipotizzando che questi ultimi rimangano costanti per l’intero periodo.
A richiamare l’attenzione è Stefano Trevisan, delegato provinciale ASSIUM – Associazione Italiana Utility Manager e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma. «Da luglio il mercato dell’energia ha mostrato una tendenza alla crescita, pur con oscillazioni anche significative. Abbiamo voluto capire cosa accadrebbe se i prezzi dell’ultima settimana rimanessero fermi per tutto il periodo invernale: il risultato è una spesa aggiuntiva molto pesante per una famiglia», spiega Trevisan.
Luce più che raddoppiata, gas a circa tre volte i prezzi dello scorso inverno
Secondo i rapporti GME pubblicati il 3 novembre, nell’ultima settimana il PUN Index GME ha raggiunto una media di 0,26176 euro/kWh, mentre il prezzo del gas sul mercato MGP-GAS è stato di 102,24 euro/MWh, pari a circa 1,094 euro/Smc. Rispetto alle medie mensili del periodo ottobre 2025–febbraio 2026, pari rispettivamente a 0,118 euro/kWh e 0,362 euro/Smc, le quotazioni risultano superiori di circa il 122% per l’elettricità e il 203% per il gas. Il confronto riguarda una media settimanale e una media di cinque mesi, non aumenti già applicati alle bollette.
La simulazione: 1.009 euro di maggiore spesa
Il calcolo considera una famiglia che consuma 1.000 kWh di elettricità e 1.000 Smc di gas tra ottobre e febbraio. Applicando le medie dello scorso inverno, il costo della materia prima, IVA stimata inclusa, sarebbe stato di circa 550 euro complessivi, contro i 1.560 euro ottenuti mantenendo per cinque mesi le quotazioni dell’ultima settimana. La differenza, calcolata sui valori non arrotondati, è di circa 1.009 euro, di cui 158 euro per la luce e 851 euro per il gas.
La simulazione ipotizza per il gas l’IVA al 10% su 480 Smc e al 22% sui restanti 520 Smc, considerando il rinnovo dello scaglione agevolato a gennaio. Sono esclusi spread, quote fisse, trasporto, oneri di sistema e accise. Il riferimento MGP-GAS, inoltre, non coincide necessariamente con l’indice PSV applicato nei contratti domestici.
«Oltre 1.000 euro in più sono una cifra che può mettere in difficoltà molte famiglie. E parliamo della sola materia prima, con la relativa IVA: non del totale delle bollette», sottolinea Trevisan.
Contratti e offerte: cosa controllare
L’impatto dei rincari dipende dalle condizioni sottoscritte. Chi ha un’offerta indicizzata può risentire delle oscillazioni dei mercati, mentre chi ha un prezzo fisso mantiene le condizioni concordate fino alla scadenza. Prima di cambiare fornitore è importante confrontare tutte le voci di costo, senza lasciarsi convincere da offerte telefoniche presentate come occasioni irripetibili.
«Il mercato va monitorato, ma non bisogna firmare un contratto soltanto perché qualcuno al telefono annuncia aumenti o promette risparmi. Fatevi mettere le condizioni per iscritto e chiedete un confronto con quello che pagate già», avverte Trevisan.
Le famiglie possono rivolgersi allo Sportello Consumerismo +Tutela di Parma, che affianca ai servizi di tutela dei consumatori la consulenza professionale degli Utility Manager associati ad ASSIUM – Associazione Italiana Utility Manager.
Bollette, tre controlli per evitare brutte sorprese
- Controllare la scadenza del prezzo fisso: verificare fino a quando restano valide le condizioni economiche sottoscritte.
- Verificare spread e quota fissa: controllare le maggiorazioni applicate agli indici PUN o PSV e i costi indipendenti dai consumi.
- Richiedere un prospetto scritto: prima di cambiare fornitore, confrontare la spesa annua stimata sulla base dei propri consumi con quella del contratto attuale.