Dal 1° dicembre cambio fornitore luce in 24 ore, Trevisan: «Un’arma in più contro truffe e rincari»
L’utility manager di Parma Stefano Trevisan: «Ridurre i tempi dello switching può aiutare i consumatori a difendersi dai contratti svantaggiosi e risparmiare. Servono più informazione e tutele per famiglie e piccole imprese».
Dal 1° dicembre 2026 cambiare fornitore di energia elettrica sarà più veloce. Una novità che potrebbe aiutare milioni di consumatori a scegliere offerte più convenienti e a liberarsi più rapidamente da contratti svantaggiosi. Ma mentre cresce l’attenzione sulle truffe energetiche e sulle pratiche commerciali scorrette, c’è chi teme che procedure più rapide possano favorire nuovi raggiri.
Di parere opposto Stefano Trevisan, utility manager, delegato Assium – Associazione Italiana Utility Manager e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma, secondo il quale la riduzione dei tempi dello switching è un vantaggio per i consumatori.
«Continuare a presentare il cambio rapido di fornitore come un possibile rischio è un errore. Se un consumatore scopre di aver sottoscritto un contratto poco conveniente, perché dovrebbe essere costretto ad aspettare settimane prima di poter scegliere un’alternativa? Ridurre i tempi permette di intervenire prima, limitare le conseguenze economiche di una scelta sbagliata e scegliere condizioni migliori», spiega Trevisan.
La novità è prevista dalla delibera ARERA 58/2026/R/eel del 3 marzo 2026, che introduce una procedura tecnica di cambio fornitore in 24 ore lavorative per i clienti domestici non morosi. Il completamento dell’intero iter, comprese le verifiche preliminari, potrà richiedere fino a tre settimane. La riforma riguarda il mercato dell’energia elettrica e non quello del gas.
«Facciamo un esempio ipotetico. Un cliente che paga 0,25 euro al kilowattora e trova un’offerta a 0,12 euro potrebbe risparmiare 0,13 euro per ogni kWh consumato sulla componente energia. Su un consumo di 2.700 kWh annui sarebbero 351 euro di differenza, prima di considerare le altre voci della bolletta. Perché dovrebbe continuare a pagare di più del necessario? Naturalmente bisogna confrontare tutte le condizioni contrattuali, ma ridurre i tempi di attesa può portare benefici economici concreti».
Per Trevisan, il problema non è la possibilità di cambiare rapidamente fornitore, ma la difficoltà che molti consumatori incontrano nel valutare le offerte, soprattutto quando vengono contattati telefonicamente da operatori commerciali.
«La prima regola che consiglio è di non sottoscrivere contratti durante telefonate
commerciali non richieste. Non bisogna comunicare i propri dati o accettare un’offerta soltanto perché qualcuno sostiene che sia urgente. Meglio prendersi il tempo necessario per verificare le condizioni economiche, confrontare le proposte e rivolgersi a professionisti qualificati. Un consumatore informato è molto più difficile da ingannare».
Il costo dell’energia pesa anche sui bilanci delle piccole imprese, dei commercianti e degli artigiani, che spesso non dispongono di figure specializzate nella gestione delle forniture.
«Quando parliamo di imprese dobbiamo distinguere le grandi realtà industriali energivore dalle migliaia di piccoli esercizi commerciali, artigiani e attività di servizio che ogni mese devono fare i conti con le bollette. Le grandi aziende hanno spesso strutture e consulenti dedicati alla gestione degli acquisti energetici. Un piccolo commerciante, invece, può non avere né il tempo né le competenze per seguire l’andamento del mercato e individuare il momento migliore per fissare un prezzo. È a queste realtà che dobbiamo offrire risposte concrete».
Trevisan propone anche un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni comunali nella prevenzione delle truffe. L’invito è rivolto anche al Comune di Parma, dove incontri gratuiti di educazione energetica potrebbero aiutare cittadini e commercianti a orientarsi tra contratti, tariffe e offerte.
«Il Comune potrebbe mettere a disposizione spazi pubblici per organizzare incontri nei quali insegnare ai cittadini a leggere le bollette, riconoscere i tentativi di truffa e confrontare le offerte. Potrebbe inoltre promuovere l’utilizzo del Portale Offerte di Acquirente Unico, pubblicando periodicamente una selezione di dieci offerte a prezzo fisso tra le più convenienti, individuate sulla base di profili di consumo e criteri trasparenti. Gli strumenti esistono già, bisogna aiutare le persone a utilizzarli».
Accanto alla formazione, l’utility manager suggerisce di valutare misure economiche locali per sostenere le attività commerciali maggiormente esposte ai costi energetici.
«Le amministrazioni potrebbero studiare contributi diretti o agevolazioni per le piccole attività del territorio, compatibilmente con le risorse disponibili. Aiutare un negozio o un laboratorio artigianale a contenere le spese energetiche vuol dire sostenere anche l’economia locale. Non possiamo concentrare tutta l’attenzione sulle grandi imprese energivore, dimenticando
chi ogni giorno deve far quadrare i conti di una piccola attività».
«Non dobbiamo spaventare le persone dicendo che cambiare fornitore è pericoloso», conclude Trevisan. «Dobbiamo insegnare loro a riconoscere le offerte corrette, evitare i contratti ingannevoli e utilizzare gli strumenti disponibili per risparmiare. Più velocità nel cambio di fornitore e informazioni chiare possono aiutare concretamente i consumatori». Stefano Trevisan e Matteo Simonini invitano i consumatori che intendono cambiare fornitore di luce e gas a informarsi sulle procedure di switching e a verificare attentamente le condizioni delle nuove offerte, rivolgendosi per informazioni e assistenza all’Utility Point di Parma, che unisce i servizi del progetto +Tutela di Consumerismo No Profit alla consulenza professionale degli Utility Manager associati ad Assium..
dott. Stefano Trevisan
Utility Manager certificato UNI 11782
Sportello +Tutela Consumerismo