«Quel che resta dell’eclissi»: a Casamassima la presentazione del romanzo di Andrea Quintili sugli anni di piombo
Il libro, pubblicato da Edizioni Dal Sud, racconta il terrorismo dal punto di vista delle vittime collaterali. A dialogare con l’autore Raffaella Lauciello, delegata di Consumerismo No Profit per il Comune di Bari.
Si è svolta il 23 ottobre a Casamassima, la presentazione di «Quel che resta dell’eclissi» di Andrea Quintili (Edizioni Dal Sud), romanzo storico-psicologico sugli anni di piombo. A condurre la serata e a dialogare con l’autore, Raffaella Lauciello, delegata di Consumerismo No Profit per il Comune di Bari.
Il romanzo parte da un fatto preciso. Il 28 dicembre 1978, a Roma, un agguato terroristico costa la vita all’agente Carta, e da quel giorno le esistenze dei protagonisti e delle loro famiglie cambiano per sempre. Quintili non racconta chi ha sparato né chi è morto, ma chi è rimasto: persone che non hanno preso parte alla lotta armata e ne sono state travolte.
La serata è cominciata dalla prima frase del libro, «La Fiat rossa in via Carlo Errea a Roma». È Tor Pignatta, il quartiere dove l’autore è nato, e la Roma che ne esce è lontana da quella delle cartoline: palazzi, cortili e strade di un quartiere popolare nella zona est della città. Da lì la narrazione si muove nello spazio e nel tempo, passando per Bari e per la Parigi degli anni Duemila fino al silenzio delle isole Lofoten, in Norvegia.
Nel corso dell’incontro sono stati letti alcuni passi del romanzo, tra cui due che mettono a confronto Bari e Roma. Il pubblico conosceva i luoghi descritti, e lo ha dimostrato. Al centro del dialogo i temi del libro: l’eredità del terrorismo politico, il trauma che si trasmette da una generazione all’altra, la distanza tra memoria privata e memoria collettiva, il viaggio come fuga o come modo di elaborare il dolore.
«Il libro di Andrea guarda dalla parte di chi di solito non ha voce: i familiari, i colleghi, i vicini di casa», ha dichiarato Raffaella Lauciello. «La memoria di un Paese si costruisce anche con queste storie private, ed è giusto che trovino spazio».
Il romanzo si chiude, come nella sinossi, con una frase che dice molto del taglio dell’opera: «quando il sole si oscura, nessuno si salva davvero».
Un ringraziamento alla Asd La Fenice per l’ospitalità e a Edizioni Dal Sud.