9 Ottobre 2026
CARBURANTI, IL PRICE CAP VOLONTARIO È DURATO OTTO GIORNI. CONSUMERISMO BARI: «SERVE UNA LEGGE»
Faib e Fegica, le organizzazioni dei gestori, chiedono un tetto ai prezzi per via legislativa e lo presenteranno il 12 ottobre a Piazza del Popolo. In Puglia il gasolio self costa in media 2,260 euro al litro.
BARI – Otto giorni su trenta. Tanto ha retto il price cap volontario sui carburanti, saltato sul gasolio all’ottavo giorno dei trenta annunciati. Faib e Fegica ne traggono la conseguenza e chiedono un tetto fissato per legge, che sarà presentato il 12 ottobre a Piazza del Popolo. Consumerismo Bari condivide la direzione e fissa le condizioni.
Secondo le due sigle, lo sconto “spontaneo” ha prodotto effetti opposti a quelli attesi: code agli impianti con il prezzo ridotto, distributori senza prodotto per i limiti della logistica, altri rimasti con il carburante invenduto al prezzo pieno. A protestare sono stati anche retisti indipendenti, pompe bianche, autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
I numeri dell’Osservatorio prezzi del Mimit, aggiornati all’8 ottobre, dicono che in Puglia il gasolio self costa in media 2,260 euro al litro e la benzina self 2,041. Ventidue centesimi di differenza. A livello nazionale il gasolio è passato da 2,097 euro del 4 agosto a 2,244 del 6 ottobre, circa quindici centesimi in più in due mesi.
«Il price cap volontario è durato meno di una gita fuori porta», dichiara Raffaella Lauciello, delegata del Comune di Bari per Consumerismo No Profit. «Un tetto che salta come un tappo di spumante non è una misura, è un brindisi, e il conto lo abbiamo pagato noi. Il barese che ha inseguito lo sconto ha scoperto che il prezzo buono esiste, ma spesso solo sul cartello: la pompa era a secco. E mentre si discute, il gasolio in Puglia sta a 2,26 euro. Lo pagano il camion che rifornisce i negozi, il peschereccio che esce dal porto, il trattore nelle campagne. Servono regole che valgano il lunedì mattina, quando si va al lavoro».
Consumerismo Bari chiede tre condizioni per un tetto per legge: parametri di calcolo pubblici e verificabili, controlli e sanzioni sui prezzi esposti con verifiche periodiche negli impianti del territorio, garanzia di approvvigionamento.
«Un tetto senza controlli è una buona intenzione con il timbro», aggiunge Lauciello. «E un tetto senza scorte è una fila più lunga. Chi fissa il prezzo deve rispondere anche del serbatoio».