Acqua contaminata a Trapani e rubinetti a secco a Erice, Consumerismo: “I cittadini conservino le prove delle spese, hanno diritto a rimborsi e indennizzi”
Un’emergenza idrica su due fronti sta colpendo da settimane il territorio trapanese. A Trapani l’acqua è stata dichiarata non idonea al consumo umano in otto strade del centro urbano con ordinanza del sindaco Giacomo Tranchida, dopo che i campionamenti effettuati con il Dipartimento di Prevenzione dell’Asp hanno accertato gravi non conformità. Il dato più preoccupante è che, a distanza di settimane dalle prime segnalazioni di acqua torbida e maleodorante, l’origine della contaminazione non è ancora stata individuata: il Comune procede per isolamenti successivi della rete, mentre il perimetro del divieto rischia di allargarsi. A Erice, in particolare nelle zone di via Pola e Pizzolungo, molte famiglie continuano invece a fare i conti con l’assenza totale di erogazione o con poche ore d’acqua al giorno, spesso di colorazione giallastra.
Consumerismo No Profit, presente sul territorio con la propria delegazione regionale, richiama l’attenzione su un punto essenziale: chi paga una bolletta idrica paga un servizio che deve essere erogato con continuità e con acqua potabile. Quando questo non avviene, il consumatore non subisce un semplice disagio ma un inadempimento, e il Codice del consumo gli riconosce il diritto a un servizio conforme e a essere ristorato dei costi sostenuti per sopperire alla mancanza.
L’associazione invita quindi i cittadini delle zone interessate a:
- conservare ogni prova delle spese affrontate per l’emergenza: acquisto di acqua, autobotti private, svuotamento e sanificazione di cisterne e serbatoi, sostituzione di filtri e autoclavi;
- inviare al gestore del servizio una contestazione formale scritta, preferibilmente via PEC o raccomandata, segnalando il disservizio e riservandosi la richiesta di rimborso;
- non pagare a occhi chiusi le prossime fatture, ma verificare che tengano conto dei periodi in cui il servizio non è stato reso o è stato reso con acqua non potabile;
- al termine dell’emergenza, chiedere la riduzione o la compensazione degli importi e gli indennizzi previsti dalla regolazione ARERA sulla qualità del servizio idrico.
“Non è accettabile che nel 2026 intere strade di un capoluogo restino settimane in situazioni del genere senza che si conosca nemmeno l’origine del problema. Chiediamo trasparenza sui risultati delle analisi, tempi certi per l’individuazione delle cause e un piano di ristori automatici per le famiglie coinvolte, senza costringerle a rincorrere il gestore pratica per pratica”, dichiara Giovanni Riccobono, Delegato Regionale Sicilia di Consumerismo No Profit.
Lo sportello di Consumerismo è a disposizione dei residenti delle zone interessate per assistenza nella contestazione e nelle richieste di rimborso.