SPESE FAMILIARI, IN DIECI ANNI GAS +64%, OLIO +65%, PASTA +40%. CONSUMERISMO BARI: «LA BUSTA PAGA VERA SCENDE, IL CARRELLO NO»
I dati dell’Osservatorio “Cara Italia” di Consumerismo No Profit e Facile.it: dal 2015 al 2025 i salari reali sono calati del 4%. La delegata per il Comune di Bari, Raffaella Lauciello, chiede calmieri e controlli sulla filiera.
BARI, 6 ottobre 2026 – Il gas costa il 64% in più rispetto al 2015, l’olio extravergine il 65%, la pasta il 40%. Sono i numeri dell’Osservatorio “Cara Italia”, realizzato da Consumerismo No Profit e Facile.it sul decennio 2015-2025, che stima in +36% la crescita complessiva delle spese familiari tra bollette, carburanti e beni alimentari. Il dato è nazionale. Consumerismo Bari lo porta all’attenzione del territorio perché colpisce in particolare i pendolari dell’area metropolitana e le famiglie che fanno la spesa nei comuni della provincia.
Le principali voci di spesa, confrontate con il 2015:
- Energia elettrica: +22%, da 486 a 593 euro annui per una famiglia tipo.
- Gas: +64%, da 1.064 a oltre 1.740 euro annui, con un aggravio di 677 euro.
- Benzina: +13% per un pieno; diesel: +18%. Nei primi nove mesi del 2026 si aggiunge un ulteriore +7% per la benzina e +20% per il diesel rispetto al 2025.
- Alimentari: caffè tostato +73%, olio extravergine +65% (prezzo medio a 7,42 euro al litro), pomodori +50%, zucchine +47%, pane fresco +43%, pasta di semola +40%.
Nello stesso decennio i redditi lordi sono cresciuti del 18% in termini nominali, secondo l’OCSE. L’inflazione ha però più che annullato l’aumento: i salari reali, cioè il potere d’acquisto effettivo, risultano in calo del 4%.
Raffaella Lauciello, delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit, commenta:
«Gli stipendi sono saliti del 18%, ma quelli veri, quelli che si misurano alla cassa del supermercato, sono scesi del 4%. In dieci anni siamo riusciti nell’impresa di diventare più ricchi sulla carta e più poveri nel carrello. Un capolavoro, se non fosse che a pagarlo sono sempre gli stessi.
Prendiamo il gas: 677 euro in più all’anno per scaldare la stessa casa. Prendiamo l’olio a 7,42 euro al litro, che in una regione che ne produce quanto la Puglia dovrebbe essere un fatto di famiglia e invece è diventato un bene da custodire come un gioiello. Prendiamo il pane, la pasta, il caffè. Qualcuno ci spiegherà prima o poi come sia possibile che tutto cresca dal 40 al 73% e il margine di chi produce, trasforma e vende resti sempre così misteriosamente al riparo.
E poi c’è il diesel, che nel 2026 ha già messo a segno un altro +20%. Chi vive a Bari sa che la città si regge sui pendolari: ogni mattina arrivano da tutta la provincia, e ogni pieno pesa sul loro stipendio più di quanto pesasse dodici mesi fa.
Noi non ci limitiamo a indignarci, che è uno sport nazionale a costo zero. Attiviamo uno sportello di orientamento sulle bollette, andiamo a guardare i passaggi di filiera dove i prezzi si gonfiano e chiediamo alle istituzioni locali misure concrete di sostegno per le famiglie, non l’ennesimo convegno sul caro-vita.»