Rimozione a Rimini, arriva un “rimborso parziale” di 40 euro: ma il conto non torna ancora
Consumerismo ha diffidato il concessionario, presentato una segnalazione all’AGCM e chiesto gli atti al Comune. L’azienda ha restituito 40 euro su circa 143. Resta la domanda di fondo: errore isolato o prassi?
Il fatto risale a sabato 7 febbraio 2026, quando due veicoli parcheggiati in Piazza Gramsci, a Rimini, nell’area destinata al mercato, venivano sanzionati per violazione del Codice della Strada e sottoposti a rimozione forzata. Per riottenere i mezzi, i due automobilisti versavano al concessionario del servizio un importo di 143,51 euro ciascuno, IVA inclusa, come risulta dal documento commerciale rilasciato al momento del pagamento, con la sola dicitura “RIMOZIONE” e nessun dettaglio delle voci di costo.
Che cosa prevedono le tariffe comunali
Le tariffe del servizio di rimozione e custodia sono fissate dal Comune con delibera di Giunta e costituiscono un limite massimo inderogabile per il concessionario. Per i veicoli fino a 1,5 tonnellate, in orario diurno e feriale, le voci principali sono tre: diritto di chiamata 21,96 euro IVA inclusa, operazioni di carico e scarico 32,87 euro IVA inclusa, indennità chilometrica 4,73 euro al chilometro IVA inclusa, calcolata dal punto di stazionamento del carro attrezzi al luogo dell’intervento e da qui al deposito.
La somma delle due voci fisse è quindi di 54,83 euro. Tutto il resto dell’importo richiesto dipende dai chilometri conteggiati, che però non sono mai stati comunicati agli utenti né prima né dopo il pagamento.
Le azioni di Consumerismo
Dopo la segnalazione degli automobilisti, l’Associazione ha attivato tre strumenti distinti:
una diffida al concessionario, trasmessa anche per conoscenza al Comune di Rimini quale ente concedente, con richiesta di prospetto analitico delle voci applicate, verifica di conformità e rimborso delle eventuali eccedenze;
una segnalazione all’AGCM ai sensi degli artt. 20 e seguenti del Codice del Consumo, per presunta pratica commerciale ingannevole e omissiva;
un’istanza di accesso civico generalizzato al Comune di Rimini, per acquisire il contratto di concessione, gli atti tariffari, il modello di ricevuta che dovrebbe essere consegnato agli utenti e gli eventuali controlli svolti dall’amministrazione sul concessionario.
Il rimborso parziale
Nel corso dell’interlocuzione la società ha riconosciuto, almeno per uno dei due veicoli, un errore nella classificazione tariffaria e ha annunciato un rimborso di 40 euro. Il bonifico è stato eseguito, con causale “rimborso parziale”.
Il dato è rilevante sotto due profili. Il primo: la restituzione conferma che l’importo inizialmente richiesto non era interamente dovuto. Il secondo: anche al netto dei 40 euro restituiti, restano circa 103 euro a fronte di 54,83 euro di voci fisse, il che presupporrebbe una percorrenza di poco superiore ai 10 chilometri per una rimozione dal centro di Rimini al deposito. Un dato che, in assenza del prospetto analitico, nessuno è oggi in grado di verificare.
Per il secondo veicolo, invece, la società ha contestato ogni irregolarità, qualificando l’importo come corretto in base alla massa a pieno carico, senza però esplicitare chilometri, eventuali maggiorazioni e criteri di calcolo.
Le dichiarazioni
“Il rimborso parziale è un fatto positivo per il singolo consumatore, ma non chiude la questione”, dichiara Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo. “Restituire una parte dell’importo significa ammettere che quell’importo non era corretto. Il punto è capire su quale base sia stato calcolato il resto, perché finché non arriva il prospetto analitico delle voci il cittadino paga una cifra che non può controllare.”
Riccobono precisa che “non è in discussione la legittimità della sanzione elevata, ma la corretta applicazione delle voci di costo accessorie. E soprattutto non sappiamo se siamo davanti a due casi isolati o a una prassi applicativa: per questo abbiamo chiesto al Comune gli atti della concessione e i controlli svolti, e per questo abbiamo investito l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.”
Perché riguarda tutti
La rimozione forzata è un servizio in cui il consumatore non può scegliere il fornitore, non può negoziare il prezzo e deve pagare subito per riottenere il proprio mezzo, spesso in condizioni di urgenza e senza accesso immediato alle delibere tariffarie comunali. È esattamente la situazione in cui la trasparenza sulle voci di costo non è un dettaglio formale, ma l’unica difesa disponibile.
Consumerismo invita gli automobilisti a conservare sempre la ricevuta rilasciata al momento del pagamento e a verificare la corrispondenza tra l’importo richiesto e le tariffe deliberate dal Comune. Chi ritiene di aver pagato più del dovuto per una rimozione a Rimini può segnalarlo attraverso il form dedicato: ogni segnalazione aiuta a capire se si tratta di episodi isolati o di un problema strutturale.
