Informazioni non aggiornate
Ogni modello ha un limite temporale e può presentare una fotografia del passato come se fosse il presente.
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Capire l'intelligenza artificiale generativa prima di usarla, citarla o regolamentarla.
Il progetto di Consumerismo per un uso consapevole, verificato e responsabile dell'AI: formazione, un manifesto e un percorso aperto a istituzioni, imprese, scuole ed enti.
Una risposta AI può essere chiara, ordinata e convincente senza essere verificata. Prima di usarla in un contesto serio servono sempre due controlli.
Da dove arriva l'informazione? Ogni affermazione deve poter essere ricondotta a una fonte verificabile, primaria e attendibile.
Chi o che cosa conferma che sia corretta? Senza fonti e riscontri una risposta AI non va citata: va trattata come una bozza da controllare.
Ogni modello ha un limite temporale e può presentare una fotografia del passato come se fosse il presente.
L'AI può costruire riferimenti normativi, sentenze e dati plausibili ma inventati: le cosiddette allucinazioni.
Risponde con la stessa autorevolezza sia quando ha dati solidi, sia quando colma un vuoto. Non sa di non sapere.
Può sintetizzare tralasciando eccezioni, conflitti tra norme e sfumature decisive per una scelta.
La fluidità del testo crea fiducia: la convinzione che lo strumento funzioni prende il posto della verifica.
Documenti e dati riservati inseriti in strumenti non autorizzati, senza tracciabilità all'interno dell'organizzazione.
Sempre più persone usano l'intelligenza artificiale per lavorare, spesso con strumenti che la propria organizzazione non ha scelto né governa.
La Shadow AI non riguarda soltanto dati che escono dall'organizzazione. Riguarda anche contenuti, criteri e suggerimenti non governati che vi rientrano.
Osservatorio HR Innovation, Politecnico di Milano · maggio 2026
La ricerca segnala i rischi per la sicurezza dei dati e la privacy. Fonte: Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, comunicato del 12 maggio 2026.
Osservatorio Artificial Intelligence, Politecnico di Milano · dati 2025
Fonte: Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, comunicato di febbraio 2026.
Le due ricerche hanno campioni e metodi diversi: i loro dati non vanno confrontati tra loro, per esempio leggendo il passaggio dal 47% al 44% come un calo, né sommati.
Dati personali, documenti, informazioni aziendali, know-how e contenuti riservati inseriti in strumenti che l'organizzazione non conosce e non controlla.
Informazioni errate o non verificate, sintesi incomplete, suggerimenti e criteri che finiscono in email, documenti, analisi e decisioni senza che se ne veda la provenienza.
La Shadow AI non è solo l'uso di strumenti non autorizzati: è la distanza tra la velocità con cui le persone adottano l'AI e la capacità delle organizzazioni di governarne strumenti, dati e risultati. Il Manifesto nasce per ridurla.
Sette impegni concreti per chi usa, cita o regola l'AI in contesti pubblici, professionali e istituzionali.
Prima di usare una risposta AI in un contesto serio, ogni affermazione deve poter essere ricondotta a una fonte verificabile, primaria e attendibile. La forma non garantisce la verità.
L'AI risponde con lo stesso tono sia quando dispone di dati solidi, sia quando colma un vuoto. Chi la usa ha la responsabilità di distinguere tra verificato, probabile e ipotizzato.
Ogni modello ha un limite di aggiornamento. Su materie che cambiano rapidamente, come norme, dati e politica, l'output va sempre confrontato con fonti aggiornate.
La firma resta umana, e la responsabilità anche. L'AI è uno strumento di supporto, non una fonte definitiva: nessun atto ufficiale può basarsi su un output non verificato.
Riconoscere quando una risposta AI non sta più solo informando, ma sta orientando una scelta. Il giudizio umano deve restare al centro del processo decisionale.
Nessun documento riservato, dato personale o materiale sensibile deve essere inserito in strumenti AI non autorizzati e non tracciati dall'organizzazione.
Non basta saper usare l'AI: bisogna sapere che cosa cambia quando la usiamo. Promuovere l'uso consapevole è responsabilità di ogni organizzazione che guida persone.
Linee guida interne e formazione per chi prepara atti, note e comunicazioni pubbliche.
Regole chiare per l'uso dell'AI nei processi, a tutela di clienti, dati e reputazione.
Un uso consapevole dell'AI nei servizi alle persone e nella comunicazione.
Educare studenti e docenti a verificare, citare e usare l'AI con spirito critico.
Integrità della ricerca e della didattica, con fonti sempre verificabili.

La prima giornata di formazione per il legislatore sull'intelligenza artificiale generativa: come funziona, dove sbaglia, come verificarla. Qui sono stati presentati i principi del Manifesto.
Saluti istituzionali dell'On. Massimo Milani. Relatore Francesco Paolo D'Amico, Innovation Manager e Consigliere Scientifico di Consumerismo. Moderatori Luigi Gabriele e Lorenzo Lo Basso (TG2). Con il patrocinio di AEPI e SIRIP.
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