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Progetti

Educazione Artificiale

Capire l'intelligenza artificiale generativa prima di usarla, citarla o regolamentarla.

Il progetto di Consumerismo per un uso consapevole, verificato e responsabile dell'AI: formazione, un manifesto e un percorso aperto a istituzioni, imprese, scuole ed enti.

Perché serve

La forma non garantisce la verità

Una risposta AI può essere chiara, ordinata e convincente senza essere verificata. Prima di usarla in un contesto serio servono sempre due controlli.

Fonti

Da dove arriva l'informazione? Ogni affermazione deve poter essere ricondotta a una fonte verificabile, primaria e attendibile.

Riscontri

Chi o che cosa conferma che sia corretta? Senza fonti e riscontri una risposta AI non va citata: va trattata come una bozza da controllare.

Informazioni non aggiornate

Ogni modello ha un limite temporale e può presentare una fotografia del passato come se fosse il presente.

Fonti inesistenti

L'AI può costruire riferimenti normativi, sentenze e dati plausibili ma inventati: le cosiddette allucinazioni.

Tono sempre sicuro

Risponde con la stessa autorevolezza sia quando ha dati solidi, sia quando colma un vuoto. Non sa di non sapere.

Omissioni rilevanti

Può sintetizzare tralasciando eccezioni, conflitti tra norme e sfumature decisive per una scelta.

Effetto Placebo Digitale

La fluidità del testo crea fiducia: la convinzione che lo strumento funzioni prende il posto della verifica.

AI fuori controllo

Documenti e dati riservati inseriti in strumenti non autorizzati, senza tracciabilità all'interno dell'organizzazione.

Shadow AI

L'AI al lavoro corre più veloce delle regole

Sempre più persone usano l'intelligenza artificiale per lavorare, spesso con strumenti che la propria organizzazione non ha scelto né governa.

La Shadow AI non riguarda soltanto dati che escono dall'organizzazione. Riguarda anche contenuti, criteri e suggerimenti non governati che vi rientrano.

Osservatorio HR Innovation, Politecnico di Milano · maggio 2026

  • 44%dei lavoratori usa strumenti di AI: 12 punti in più rispetto all'anno precedente, nella serie storica dell'Osservatorio
  • 34%dei dipendenti usa strumenti di AI non promossi dalla propria organizzazione
  • 51%affianca alle soluzioni aziendali strumenti di AI esterni

La ricerca segnala i rischi per la sicurezza dei dati e la privacy. Fonte: Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, comunicato del 12 maggio 2026.

Le due ricerche hanno campioni e metodi diversi: i loro dati non vanno confrontati tra loro, per esempio leggendo il passaggio dal 47% al 44% come un calo, né sommati.

Che cosa esce

Dati personali, documenti, informazioni aziendali, know-how e contenuti riservati inseriti in strumenti che l'organizzazione non conosce e non controlla.

Che cosa rientra

Informazioni errate o non verificate, sintesi incomplete, suggerimenti e criteri che finiscono in email, documenti, analisi e decisioni senza che se ne veda la provenienza.

La Shadow AI non è solo l'uso di strumenti non autorizzati: è la distanza tra la velocità con cui le persone adottano l'AI e la capacità delle organizzazioni di governarne strumenti, dati e risultati. Il Manifesto nasce per ridurla.

Il Manifesto

Il Manifesto per l'Educazione Artificiale

Sette impegni concreti per chi usa, cita o regola l'AI in contesti pubblici, professionali e istituzionali.

  1. 01

    Fonti e riscontri sempre

    Prima di usare una risposta AI in un contesto serio, ogni affermazione deve poter essere ricondotta a una fonte verificabile, primaria e attendibile. La forma non garantisce la verità.

  2. 02

    Distinguere fatti da ipotesi

    L'AI risponde con lo stesso tono sia quando dispone di dati solidi, sia quando colma un vuoto. Chi la usa ha la responsabilità di distinguere tra verificato, probabile e ipotizzato.

  3. 03

    Conoscere i limiti temporali

    Ogni modello ha un limite di aggiornamento. Su materie che cambiano rapidamente, come norme, dati e politica, l'output va sempre confrontato con fonti aggiornate.

  4. 04

    Responsabilità umana non delegabile

    La firma resta umana, e la responsabilità anche. L'AI è uno strumento di supporto, non una fonte definitiva: nessun atto ufficiale può basarsi su un output non verificato.

  5. 05

    Vigilanza decisionale

    Riconoscere quando una risposta AI non sta più solo informando, ma sta orientando una scelta. Il giudizio umano deve restare al centro del processo decisionale.

  6. 06

    Governo dei dati condivisi

    Nessun documento riservato, dato personale o materiale sensibile deve essere inserito in strumenti AI non autorizzati e non tracciati dall'organizzazione.

  7. 07

    Alfabetizzazione come dovere

    Non basta saper usare l'AI: bisogna sapere che cosa cambia quando la usiamo. Promuovere l'uso consapevole è responsabilità di ogni organizzazione che guida persone.

Chi può aderire

Un impegno aperto a tutte le organizzazioni

Comuni e PA

Linee guida interne e formazione per chi prepara atti, note e comunicazioni pubbliche.

Imprese

Regole chiare per l'uso dell'AI nei processi, a tutela di clienti, dati e reputazione.

Enti del Terzo Settore

Un uso consapevole dell'AI nei servizi alle persone e nella comunicazione.

Scuole

Educare studenti e docenti a verificare, citare e usare l'AI con spirito critico.

Università

Integrità della ricerca e della didattica, con fonti sempre verificabili.

Dove è nato

Alla Camera dei Deputati

Il tavolo dei relatori del Workshop per il Legislatore alla Camera dei Deputati, con la slide del titolo sullo schermo
Workshop

Workshop per il Legislatore

29 maggio 2026 Sala Tatarella, Palazzo dei Gruppi Parlamentari, Roma

La prima giornata di formazione per il legislatore sull'intelligenza artificiale generativa: come funziona, dove sbaglia, come verificarla. Qui sono stati presentati i principi del Manifesto.

Saluti istituzionali dell'On. Massimo Milani. Relatore Francesco Paolo D'Amico, Innovation Manager e Consigliere Scientifico di Consumerismo. Moderatori Luigi Gabriele e Lorenzo Lo Basso (TG2). Con il patrocinio di AEPI e SIRIP.

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