Carburante annacquato: ecco chi paga i danni
Dopo i sequestri della Guardia di Finanza, Consumerismo lancia un vademecum per gli automobilisti: conservare le prove, inviare subito una diffida e segnalare il caso alle autorità. “Chi vende un carburante non conforme risponde dei danni causati al veicolo”.
I sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza di Roma, che hanno portato alla scoperta di tre distributori nei quali il gasolio era stato diluito con acqua o altre sostanze, riaccendono l’attenzione su un fenomeno che rischia di provocare danni anche molto gravi ai veicoli dei consumatori. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati circa 6.000 litri di gasolio non conforme, mentre dall’inizio dell’anno sono già oltre 74 tonnellate i carburanti fuori norma sottratti al mercato. I titolari degli impianti coinvolti sono stati denunciati per frode in commercio e, in alcuni casi, anche per frode nella miscelazione.
Alla luce di questi episodi, Consumerismo No Profit, attraverso gli sportelli +Tutela, mette a disposizione dei cittadini un vademecum operativo per tutelare i propri diritti e ottenere il risarcimento dei danni in caso di rifornimento con carburante contaminato.
“Il primo errore che molti automobilisti commettono è continuare a utilizzare il veicolo o buttare via la ricevuta del rifornimento”, spiega l’avvocato Paolo Di Donato, Direttore Nazionale degli Sportelli +Tutela Consumerismo. “Se dopo il rifornimento compaiono anomalie, spegnimenti improvvisi, perdita di potenza o difficoltà di avviamento, è fondamentale fermare l’auto appena possibile e iniziare subito a raccogliere tutte le prove utili.” Consumerismo invita tutti gli automobilisti che sospettano di aver fatto rifornimento con carburante contaminato ad agire immediatamente.
Ecco cosa fare per tutelare i propri diritti e aumentare le possibilità di ottenere il risarcimento:
- Conservare la ricevuta o lo scontrino del rifornimento.
- Annotare data, ora, importo, targa del veicolo e stazione di servizio.
- Fotografare il quadro strumenti con eventuali spie di avaria.
- Far verificare il veicolo da un’officina qualificata chiedendo una relazione scritta nella quale venga indicato che il danno risulta compatibile con l’utilizzo di carburante contaminato o adulterato.
- Conservare, ove possibile, eventuali campioni del carburante prelevato dal serbatoio durante la riparazione.
“Dal punto di vista giuridico il riferimento per il consumatore è il soggetto che ha venduto quel carburante”, prosegue l’Avvocato Di Donato. “Anche se il gestore dovesse attribuire la responsabilità alla compagnia petrolifera o ad altri soggetti della filiera, il consumatore ha acquistato il carburante presso quella stazione di servizio. Chi vende un bene non conforme risponde dei danni provocati al cliente, salvo poi rivalersi eventualmente nei confronti dei propri fornitori.”
Per questo motivo Consumerismo invita gli automobilisti a non limitarsi alla denuncia verbale, ma ad agire tempestivamente inviando una diffida formale tramite PEC o raccomandata A/R alla stazione di servizio e, per conoscenza, anche alla compagnia petrolifera. Nella comunicazione devono essere descritti i fatti, allegando la ricevuta del rifornimento, la documentazione fotografica, la relazione del meccanico, le fatture di riparazione ed eventuali analisi del carburante, chiedendo il rimborso integrale dei danni subiti.
Qualora il gestore non riconosca spontaneamente il risarcimento, il cittadino può segnalare il caso a Consumerismo, che attraverso gli Sportelli +Tutela offre assistenza per la tutela dei propri diritti.
È importante anche segnalare il caso alle autorità competenti, presentando un esposto alla Guardia di Finanza, affinché possano essere effettuati ulteriori controlli sul distributore, e inviando una segnalazione anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), quando emergano possibili pratiche commerciali scorrette o condotte lesive dei diritti dei consumatori.
“I controlli delle autorità dimostrano che il fenomeno esiste e non può essere sottovalutato”, dichiara Barbara Molinario, Segretaria Generale di Consumerismo No Profit. “Per questo chiediamo ai consumatori di non rassegnarsi davanti a un danno al motore apparentemente inspiegabile. Conservare le prove e agire rapidamente può fare la differenza tra sostenere personalmente migliaia di euro di spese oppure ottenere il giusto risarcimento. Allo stesso tempo è fondamentale segnalare ogni episodio alle autorità competenti, perché ogni denuncia può contribuire a fermare comportamenti fraudolenti e a proteggere tutti gli automobilisti.”
Come contattare Consumerismo
Per ricevere assistenza o segnalare un caso di carburante contaminato è possibile contattare gli Sportelli +Tutela Consumerismo.
Email: piututela@consumerismo.it
Segnalazione online: https://www.consumerismo.it/segnalazioni
Numero unico nazionale Consumerismo: 06 94805440
Orari di assistenza:
Dal lunedì al venerdì
9.00 – 12.30
15.30 – 18.30