Tito e Picerno di nuovo senza acqua: bene il ripristino del servizio, ora servono verità, responsabilità e indennizzi
Consumerismo No Profit chiede ad Acquedotto Lucano una relazione pubblica sull’accaduto e l’apertura di un tavolo istituzionale con Regione Basilicata, Comuni e ARERA. L’associazione valuta l’attivazione di uno sportello per la raccolta delle segnalazioni degli utenti danneggiati.
La sospensione idrica che ha interessato diverse zone di Tito e Picerno ha lasciato senza acqua intere comunità, provocando disagi pesanti alle famiglie e alle attività economiche. La privazione della risorsa idrica per un arco temporale così prolungato, unita al caldo di questi giorni ha compromesso i livelli minimi di igiene personale e domestica, esponendo la cittadinanza a situazioni di rischio per la salute.
Per Consumerismo No Profit il ripristino dell’erogazione non chiude la vicenda. Quando un’interruzione di questa durata coinvolge interi comuni, il fatto assume una evidente rilevanza pubblica e impone un accertamento immediato e trasparente sulle cause, sulla gestione dell’emergenza e sulle condizioni della rete idrica.
L’associazione tiene a rimarcare che l’impatto del disservizio non è degenerato in una crisi ancora più grave grazie al lavoro svolto sul campo dalle Amministrazioni comunali di Tito e Picerno, dalla Polizia Municipale e dai volontari della Protezione Civile. Le istituzioni del territorio si sono attivate con tempestività per prestare soccorso diretto e distribuire beni di prima necessità, in via prioritaria alle fasce più fragili della popolazione: anziani, persone malate, famiglie con bambini piccoli. Uno sforzo che, secondo l’associazione, ha di fatto supplito a carenze e ritardi organizzativi che vanno ora accertati, ricostruendo con precisione chi ha fatto che cosa e in quali tempi.
Ore e ore senza acqua in casa non sono un normale inconveniente e non bastano comunicazioni generiche. È indispensabile sapere che cosa sia accaduto, quali siano state le cause tecniche, quali interventi siano stati eseguiti e quali misure siano state adottate per evitare il ripetersi di simili situazioni. Acquedotto Lucano S.p.A. deve rendere pubblici i dati e i tempi degli interventi, senza rifugiarsi in formule standard.
La richiesta di un tavolo istituzionale
Consumerismo chiede l’apertura di un tavolo istituzionale urgente, con la partecipazione di Acquedotto Lucano S.p.A., Regione Basilicata, Comuni ed Enti locali del territorio e ARERA, per verificare lo stato della rete idrica, le criticità già note, gli investimenti effettuati e il piano degli interventi futuri. La sicurezza e la continuità del servizio idrico non possono dipendere dalla fortuna o dalle condizioni meteorologiche del momento: la rete deve essere adeguata alla realtà del territorio e alla presenza di servizi essenziali.
Indennizzi e danni: i cittadini non devono pagare due volte
I cittadini di Tito e Picerno non possono pagare due volte, prima subendo il disservizio e poi sostenendo di tasca propria i danni. Le regole nazionali fissate dall’Autorità di regolazione prevedono che, quando l’interruzione si protrae, il gestore debba attivare entro un termine massimo un servizio sostitutivo di emergenza, con autobotti o punti di prelievo, e che al mancato rispetto di quel termine corrisponda un indennizzo automatico in bolletta a favore dell’utente. Va quindi verificato con urgenza se e quando il servizio sostitutivo sia stato effettivamente attivato dal gestore, e in quale misura la distribuzione dell’acqua sia stata invece assicurata dai Comuni e dal volontariato. Accanto agli indennizzi previsti dalla regolazione, serve una procedura semplice per ottenere il rimborso dei danni ulteriori, quando documentati.
Consumerismo invita gli utenti che abbiano subito danni a conservare fin da subito ogni elemento utile a dimostrare sia l’interruzione sia il pregiudizio subito:
- fotografie e video che documentino la mancanza di acqua e le sue conseguenze;
- ricevute, scontrini e fatture di acquisto di acqua o di beni di prima necessità;
- preventivi e fatture di riparazione, certificazioni e perizie tecniche;
- comunicazioni ricevute dal gestore, avvisi, sms ed e-mail;
- per le imprese, documentazione della chiusura o della riduzione di attività.
L’associazione valuterà l’attivazione di uno sportello dedicato per la raccolta delle segnalazioni e, all’esito della verifica documentale, l’eventuale predisposizione di iniziative collettive nei confronti dei soggetti che risultassero responsabili.
La dichiarazione
“Non vogliamo alimentare polemiche, pretendiamo trasparenza e rispetto per tutti gli utenti. Chiediamo che Acquedotto Lucano renda disponibile una relazione completa sull’accaduto e che le istituzioni del territorio convochino un confronto pubblico. Se emergessero responsabilità, omissioni o carenze nella manutenzione e nella programmazione degli interventi, dovranno essere accertate nelle sedi competenti”, dichiara il Delegato Territoriale di Tito – Rocco Scavone. “La continuità del servizio idrico non è un privilegio: è una condizione essenziale per la vita quotidiana, per la sicurezza igienico-sanitaria e per la competitività delle imprese. Su questo terreno continueremo a vigilare e a rappresentare le istanze dei cittadini”.
Gli utenti coinvolti possono inviare la segnalazione all’Associazione tramite il seguente form: