Spagna, verso una rivoluzione nel mercato elettrico: più tutele, stop al telemarketing e nuove libertà per i consumatori
La Spagna sembrerebbe prepararsi ad un cambio pelle al proprio mercato elettrico retail, con una riforma che segna un passaggio culturale prima ancora che regolatorio.
Il nuovo Regolamento generale per la fornitura, la commercializzazione e l’aggregazione dell’energia elettrica introduce una serie di misure che rafforzano in modo significativo la posizione del consumatore, intervenendo su uno dei nodi più critici degli ultimi anni: pratiche commerciali aggressive, scarsa trasparenza contrattuale e difficoltà nella gestione dei reclami.
Il nuovo provvedimento punta a vietare espressamente le chiamate commerciali e la conclusione di contratti telefonici, salvo che sia il consumatore a richiederlo in modo chiaro e preventivo. Un vero e proprio modello “opt-out“, ovvero “automaticamente dentro” come per le partecipazioni alle class action negli States.
Una scelta netta, che ribalta l’impostazione tradizionale fondata sull’iniziativa del venditore e che punta a ridurre in modo strutturale il fenomeno delle attivazioni non richieste o poco consapevoli.
È un cambio di paradigma che pone al centro il consenso informato e ridimensiona il peso del telemarketing nel settore energetico.
Parallelamente, il processo di cambio fornitore viene semplificato, con un incremento delle informazioni disponibili e l’eliminazione di vincoli di durata minima e penali per la risoluzione anticipata del contratto, con l’obiettivo di favorire una mobilità più trasparente e consapevole, senza costi occulti o clausole che limitino la libertà contrattuale del cliente.
Particolarmente rilevante è l’attenzione riservata ai beneficiari delle tariffe sociali.
In Spagna, la tariffa sociale per l’elettricità è conosciuta come “Bono Social Eléctrico” e si tratta di uno sconto diretto sulla bolletta elettrica destinato ai consumatori vulnerabili. Se un consumatore decidesse di rinunciare al bonus per aderire a un’offerta nel libero mercato, dovrà farlo con una conferma scritta esplicita. Con ciò le imprese saranno inoltre tenute a segnalare mensilmente tali rinunce all’autorità di regolazione.
Sul fronte dell’innovazione, il regolamento apre a nuove possibilità contrattuali: i consumatori potranno stipulare contratti con più fornitori contemporaneamente, anche direttamente con produttori di energia, e modulare la potenza impegnata su base trimestrale, mensile, giornaliera o oraria.
La riforma punta rafforza anche i sistemi di reclamo: le imprese dovranno garantire un servizio clienti gratuito – almeno in modalità digitale – che consenta la tracciabilità delle richieste, comprese le trascrizioni delle comunicazioni telefoniche. I reclami dovranno essere gestiti entro 15 giorni.
Viene prevista la possibilità di istituire un Ombudsman del Cliente, c.d. Arbitro Emergetico, le cui decisioni saranno vincolanti per l’azienda. Resta inoltre la via dell’arbitrato dei consumatori.
In caso di errori di fatturazione, se l’errore è a favore del cliente, l’azienda dovrà restituire le somme nella bolletta successiva applicando l’interesse legale maggiorato dell’1,5%. Se l’errore è a favore del venditore, l’importo potrà essere rateizzato per un periodo pari ai mesi intercorsi dall’errore, fino a un massimo di un anno.
Si introduce inoltre una tutela specifica per le donne vittime di violenza di genere o sessuale, che potranno subentrare nel contratto di fornitura senza farsi carico di eventuali morosità pregresse del precedente intestatario.
Un altro tassello strategico riguarda la gestione dei dati: la Red Eléctrica, in qualità di gestore del sistema, diventa il punto unico di accesso ai dati dei punti di fornitura. I consumatori potranno accedere direttamente alle proprie informazioni e autorizzarne la condivisione con terzi, rafforzando la concorrenza e la trasparenza del mercato.
Per Consumerismo No Profit, il caso spagnolo rappresenta un esempio di intervento sistemico che affronta contemporaneamente qualità del servizio, tutela dei vulnerabili, trasparenza commerciale e innovazione.
In Italia il dibattito sul telemarketing aggressivo, sulle attivazioni non richieste e sulla reale libertà di scelta è ancora aperto, e la riforma iberica offre spunti concreti per una riflessione strutturata.
Su questo fronte l’Associazione ha avviato una raccolta firme sul portale change.org la quale ha raggiunto circa 100 mila firme.
La riforma spagnola dimostra che il mercato può evolversi verso modelli più al passo con i tempi, dove necessità flessibilità e dinamicita, ma al contempo anche trasparenza e tutele.
Resta aperta la sfida di costruire, anche nel nostro ordinamento, un equilibrio tra libertà di concorrenza, innovazione e protezione effettiva dei consumatori. Perché la transizione energetica non può essere soltanto tecnologica:, ma deve essere anche sociale.