Solleciti Agenzia delle Entrate per Canone: cosa sapere e come difendersi
Nelle ultime settimane diversi contribuenti stanno ricevendo solleciti di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione relativi al presunto mancato versamento del Canone RAI per gli anni 2016 e 2017. Si tratta di richieste che generano dubbi, soprattutto perché proprio dal 2016 il canone non veniva più pagato con bollettino separato, ma era inserito direttamente nella bolletta dell’energia elettrica.
Il pagamento del Canone RAI in bolletta
Con la Legge n. 208 del 28 dicembre 2015 è stato stabilito che il Canone di abbonamento alla televisione per uso privato fosse riscosso tramite le fatture dell’utenza domestica residente. L’importo annuale era pari a 100 euro per il 2016 e ridotto a 90 euro dal 2017.
L’addebito avveniva automaticamente sull’utenza elettrica, con rateizzazione in bolletta. In linea generale, quindi, il pagamento risultava integrato nel ciclo ordinario delle fatture dell’energia elettrica.
Perché arrivano oggi le richieste
Le richieste oggi notificate riguardano annualità ormai risalenti, ma il Canone RAI è soggetto a prescrizione decennale. Questo significa che l’Amministrazione può legittimamente avanzare la pretesa entro dieci anni dalla scadenza del tributo.
I solleciti riportano generalmente l’importo originario del canone, oltre a diritti di notifica e somme dovute per l’attività di riscossione. Tuttavia, la ricezione di un avviso non implica automaticamente che il pagamento non sia stato effettuato.
A chi spetta la prova del pagamento
In caso di contestazione, la prova dell’avvenuto pagamento spetta al contribuente, ossia al titolare dell’utenza elettrica negli anni oggetto di richiesta.
Questo aspetto è centrale, perché a distanza di tempo molti cittadini non conservano più le bollette o le ricevute relative al 2016 e al 2017. Senza documentazione, diventa più complesso dimostrare la regolarità della propria posizione.
Come recuperare la documentazione
Qualora non si disponga più delle ricevuta di pagamento delle bollette di energia elettrica, è possibile rivolgersi al fornitore di energia elettrica che gestiva l’utenza negli anni interessati e richiedere copia di un’attestazione formale dell’avvenuto addebito del Canone TV.
Nei casi gestiti dal nostro sportello, difatti, è stato possibile ottenere dal fornitore una comunicazione scritta che certifica il corretto addebito e pagamento del canone nelle annualità richieste. Tale attestazione può essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate – Riscossione per dimostrare l’insussistenza del debito.
Le situazioni che richiedono maggiore attenzione
Particolare cautela è necessaria nei casi in cui vi siano stati cambi di intestazione dell’utenza, volture per successione o variazioni contrattuali intervenute nel periodo 2016–2017. In queste circostanze occorre ricostruire con precisione chi fosse il titolare dell’utenza domestica residente e verificare come sia stato gestito l’addebito del canone.
Una verifica puntuale della posizione consente di distinguere tra richieste fondate e richieste che possono essere oggetto di contestazione.
In presenza di un sollecito per il Canone RAI è opportuno non procedere automaticamente al pagamento, ma effettuare una verifica documentale, in quanto comunque il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla ricezione. Il recupero delle ricevute di pagamento o di un’attestazione del fornitore può risultare decisivo per chiarire la propria posizione e, se necessario, predisporre un riscontro formale all’ente della riscossione.
Chi necessita di assistenza nella ricostruzione della propria posizione o nella predisposizione della risposta può richiedere un supporto dedicato per valutare il caso concreto e individuare la soluzione più adeguata.

