Serrenti, il piccolo Comune sardo che ha trasformato la manutenzione in rivoluzione energetica
In Sardegna, nel cuore del Medio Campidano, esiste un Comune di meno di 5.000 abitanti che da oltre quindici anni sta sperimentando un modello di transizione energetica avanzata, partendo non da grandi investimenti industriali, ma da un principio semplice e potente: misurare, ottimizzare, integrare.
Serrenti non è diventata un caso studio nazionale per effetto di un finanziamento straordinario, ma grazie a una scelta strategica maturata all’interno dell’ufficio tecnico comunale: non esternalizzare completamente la manutenzione energetica, ma costruire competenze interne capaci di evolvere il sistema.
La svolta nasce nei primi anni 2000, quando l’amministrazione decide di investire su una figura tecnica interna specializzata in elettrotecnica, impianti termici ed energia. Una scelta controcorrente rispetto alla prassi diffusa di affidare tutto a società esterne.
Da quella decisione prende forma un percorso che oggi rappresenta uno dei modelli più interessanti di micro-reti comunali in Italia.
Dalla manutenzione tradizionale alla gestione intelligente
Il punto di partenza è la pubblica illuminazione.
Nel 2000 Serrenti contava circa 700 punti luce. Nel giro di pochi anni diventano oltre 1.200. Il modello manutentivo tradizionale – sostituzione lampade con impianti accesi e uso costante dell’autoscala – diventa insostenibile.
La risposta non è un grande progetto di sostituzione tecnologica, ma un cambio di metodo:
- controllo notturno degli impianti
- razionalizzazione degli interventi
- spegnimento programmato durante la sostituzione
- riduzione drastica delle ore di accensione non necessarie
Risultato:
- riduzione di circa 250 ore annue di spreco energetico
- -90% di consumo di gasolio per il mezzo elevatore
- drastica riduzione dei tempi di manutenzione
È il primo passo verso una logica di manutenzione misurabile e orientata all’efficienza, che diventerà la cifra distintiva del modello Serrenti.
Le prime micro-reti: energia che si scambia tra edifici pubblici
Nel 2010 nasce la prima micro-grid comunale.
Un impianto fotovoltaico da 19,8 kW installato sulla scuola media viene collegato al teatro comunale adiacente. L’energia prodotta non viene semplicemente immessa in rete, ma condivisa tra edifici pubblici.
È l’inizio di un percorso pionieristico.
Negli anni successivi vengono create ulteriori micro-reti:
- 2012: scuola materna + scuola elementare + asilo nido + palestra (19,3 kW)
- 2015: municipio + ex caserma + Casa Corda (17,1 kW)
- 2017: parco comunale + Vetrina Espositiva (19,8 kW)
- mercato civico + campanile con predisposizione futura per illuminazione centro storico
Ogni nodo non è solo produttore, ma parte di un sistema integrato.
Serrenti anticipa di fatto la logica delle Comunità Energetiche Rinnovabili, quando il quadro normativo nazionale era ancora embrionale.
La “Casa dell’Energia”: il cuore intelligente della rete
Nel 2018 viene realizzata la prima “Casa dell’Energia”. Non è solo un locale tecnico, ma un sistema integrato composto da:
- accumulo da 43 kWh
- software di gestione intelligente
- algoritmi di ottimizzazione dei flussi
- logica di priorità sui fabbisogni
L’autoconsumo passa cosi dal 56% (periodo 2010–2016) al 92% nel primo semestre 2019. 82% su base annua
Un risultato straordinario per un ente pubblico di piccole dimensioni.
Gli edifici diventano prosumer: produttori e consumatori allo stesso tempo.
Il sistema distribuisce energia in base:
- all’orario
- alla stagionalità
- ai carichi effettivi
- alle esigenze funzionali degli immobili
Sono state successivamente predisposte altre due Case dell’Energia su micro-reti già esistenti, replicando il modello.
Dalla micro-grid alla Smart City
Il progetto non si ferma all’autoconsumo.
L’illuminazione pubblica diventa elemento strategico di integrazione futura in una comunità energetica aggregata. Il progetto “LuciF.E.R” prevede:
- nuove installazioni fotovoltaiche su pensiline stradali
- quadri elettrici come nodi intelligenti
- riduzione dei punti di consegna
- ottimizzazione delle potenze contrattuali
Parallelamente nascono edifici smart (Smart Building), sistemi IoT, sensori di monitoraggio e gestione domotica.
La Regione Sardegna ha riconosciuto il valore del progetto, sostenendone l’avvio come modello replicabile per altri piccoli comuni.
Un laboratorio permanente per cittadini e scuole
Serrenti non ha costruito solo infrastruttura, ma una cultura energetica.
La Casa dell’Energia è diventata laboratorio didattico permanente dove vengono realizzati
corsi per “Tecnico delle Micro e Smart Grid”, progetti di educazione ambientale come “Ciao Ciao CO₂” e laboratori con scuole primarie.
I bambini simulano il percorso degli elettroni dal pannello alla scuola. Testano sistemi con comandi vocali, microcontrollori, strisce LED, accumulo.
Cosi facendo l’energia diventa comprensibile. Diventa esperienza. Diventa cittadinanza.
Un modello replicabile per i piccoli Comuni
Serrenti dimostra tre cose fondamentali:
- La transizione energetica non è solo materia da grandi città.
- La manutenzione pubblica può diventare leva strategica.
- Le competenze interne sono un investimento, non un costo.
Non si tratta di un progetto simbolico. I risparmi sono misurabili in milioni di kWh nel tempo.
Non si tratta di un’iniziativa isolata. Il modello è scalabile e replicabile.
Perché Serrenti è una lezione per l’Italia
Nel dibattito nazionale sulle comunità energetiche e sull’autoconsumo collettivo, spesso si parte dalla normativa e dai fondi.
Serrenti è partita dalla manutenzione e ha trasformato un ufficio tecnico sottodimensionato, risolto la carenza di personale e la complessità gestionale, il tutto tramite una piattaforma di innovazione continua.
Il caso dimostra, oltre che nei piccoli comuni italiani esistono competenze capaci di anticipare il futuro, che la vera transizione non nasce da una delibera, ma da un metodo.
Chi c’è dietro il “miracolo” Serrenti
Dietro quello che oggi viene raccontato come un piccolo “miracolo sardo” non c’è una multinazionale dell’energia, né un grande fondo di investimento, ma un tecnico comunale.
Maurizio Musio, dipendente dell’Ufficio Tecnico Manutentivo del Comune di Serrenti, è il motore silenzioso di questo percorso. Tecnico elettronico, specializzato nella gestione degli impianti energetici e nella manutenzione integrata, ha trasformato nel tempo il proprio ruolo da semplice manutentore a progettista di sistema.
La sua visione è sempre stata chiara: prima di investire, bisogna misurare. Prima di delegare, bisogna comprendere. Prima di sostituire, bisogna ottimizzare.
È da questa impostazione che nascono i progetti ILLUMINAMENTE, S.E.I., le micro-reti comunali, la Casa dell’Energia, i laboratori didattici, fino al riconoscimento nazionale ricevuto con premi come ASviS “La giusta transizione” e Forum PA “Rompiamo gli schemi”.
Non si tratta solo di competenze tecniche, ma di metodo pubblico: formazione continua, aggiornamento costante, utilizzo di strumentazione professionale, software di monitoraggio, gestione intelligente dei flussi energetici e una capacità rara di tradurre complessità tecnologica in soluzioni concrete per la comunità.
Quando passione e competenze si incontrano all’interno della Pubblica Amministrazione, il risultato non è solo efficienza energetica, ma si trasforma in fiducia nelle istituzioni, in cultura della sostenibilità e nella capacità di generare futuro partendo dai territori.
Serrenti non è un’eccezione irripetibile. È la prova che anche nei piccoli comuni italiani l’eccellenza può nascere – e crescere – ogni giorno.