Rimozione a Rimini: pagano più del dovuto, Consumerismo invia diffida al concessionario
Rimini – Due automobilisti pagano 146 euro ciascuno per la rimozione forzata dei propri veicoli, ma dopo la verifica delle tariffe comunali emergono possibili incongruenze. È da questo episodio che nasce l’intervento di Consumerismo No Profit, culminato con una formale diffida nei confronti della società concessionaria del servizio di rimozione operante sul territorio riminese.
Il fatto risale a sabato 7 febbraio, quando due veicoli parcheggiati in Piazza Gramsci venivano sanzionati per violazione al Codice della Strada e successivamente sottoposti a rimozione forzata. I proprietari, recatisi presso il soccorso stradale incaricato della custodia dei mezzi, provvedevano al pagamento della sanzione e delle spese di rimozione, versando complessivamente 146 euro ciascuno.
Successivamente, consultando la Delibera di Giunta Comunale n. 144 del 29 aprile 2025, relativa alla determinazione delle tariffe applicabili al servizio di rimozione, uno degli automobilisti riscontrava una possibile incongruenza. Dalla tabella tariffaria emerge infatti che, per veicoli con massa inferiore a 1,5 tonnellate, in orario non notturno e non festivo, l’importo previsto per la sola rimozione risulterebbe sensibilmente inferiore rispetto a quello richiesto.
In un primo momento gli interessati si rivolgeva alla Polizia Locale per ottenere chiarimenti, ricevendo l’indicazione di formalizzare la richiesta tramite PEC. Successivamente decidevano di rivolgersi all’Associazione Consumerismo No Profit per approfondire la vicenda e verificare la corretta applicazione delle tariffe comunali.
A seguito della segnalazione e degli approfondimenti effettuati, il concessionario avrebbe riconosciuto parzialmente l’errata applicazione della tariffa. Tuttavia, nonostante le richieste formulate dagli utenti e dalla stessa Consumerismo, non sarebbe mai stato trasmesso un prospetto analitico dettagliato delle voci applicate, né sarebbe stato ancora effettuato il rimborso delle somme contestate.
Per questo motivo Consumerismo No Profit ha inviato una formale diffida alla società concessionaria e, per conoscenza, al Comune di Rimini, contestando una possibile pratica commerciale scorretta e chiedendo l’immediato adeguamento delle procedure operative.
Nella diffida, l’associazione evidenzia come il servizio di rimozione operi in regime di concessione pubblica e sia quindi vincolato alle tariffe stabilite dall’Ente concedente. Secondo Consumerismo, la richiesta di somme superiori rispetto a quelle deliberate, unita alla mancata consegna di un prospetto dettagliato dei costi, potrebbe integrare profili di indebito oggettivo e violazione delle norme sulle pratiche commerciali scorrette previste dal Codice del Consumo.
L’associazione ha quindi chiesto alla società concessionaria di trasmettere il dettaglio analitico delle tariffe applicate per gli interventi effettuati dal 29 aprile 2025 ad oggi, verificare la conformità tra tariffa deliberata e tariffa effettivamente applicata, procedere agli eventuali rimborsi e adeguare immediatamente le proprie procedure operative.
Contestualmente, Consumerismo ha invitato il Comune di Rimini, quale ente concedente, ad attivare le proprie prerogative di vigilanza sul servizio affidato in concessione.
L’episodio si colloca in un contesto in cui, secondo recenti analisi, Rimini continua a registrare un gettito rilevante derivante dalle sanzioni per violazioni al Codice della Strada, in controtendenza rispetto al calo osservato in diverse altre realtà italiane. Proprio per questo, secondo Consumerismo, diventa ancora più centrale garantire la piena coerenza tra le tariffe deliberate dall’amministrazione e quelle effettivamente applicate, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nei confronti dei cittadini.
L’associazione invita infine gli automobilisti a conservare sempre la documentazione rilasciata al momento del pagamento e a verificare la corrispondenza tra gli importi richiesti e le tariffe ufficialmente deliberate dall’Ente. Le segnalazioni raccolte potranno contribuire a comprendere se si tratti di episodi isolati o di una prassi più ampia meritevole di ulteriori approfondimenti e iniziative di tutela collettiva.