Povertà energetica, a Roma la V Conferenza Nazionale: dati, strumenti e nuove strategie di contrasto
Roma, 20 febbraio 2026 – Si è svolta oggi nella Capitale la V Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica, appuntamento di riferimento per istituzioni, operatori, mondo accademico e società civile impegnati nel contrasto a una delle fragilità sociali più complesse della transizione energetica.
Consumerismo ha partecipato come partner, con la presenza del Direttore Generale Giovanni Riccobono e della Tutor dei Delegati Agata Carosi, contribuendo al confronto sui modelli di tutela e accompagnamento dei cittadini.
I numeri della povertà energetica in Italia
Dai dati presentati emerge un quadro articolato e ancora critico. Secondo le analisi illustrate durante la Conferenza, seppur circa il 9% delle famiglie risultano essere in uno status di povertà energetica (2,4 milioni), se si prendono in riferimento diversi indicatori i numeri tendono a dimezzare o raddoppiare:
- 1,1 milioni di famiglie risultano in ritardo con i pagamenti delle bollette;
- 2,6 milioni dichiarano l’incapacità di riscaldare adeguatamente la propria abitazione;
- 4,7 milioni registrano un’alta incidenza della spesa energetica rispetto al reddito.
Il tema, come evidenziato negli interventi di RSE e dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), è complesso anche sul piano metodologico, in quanto nel nostro ordinamento non esiste una definizione normativa univoca di “povertà energetica”, e l’utilizzo di singoli indicatori può generare letture parziali o contraddittorie.
La distribuzione territoriale conferma una maggiore incidenza nel Mezzogiorno e nelle Isole, ma con elementi di vulnerabilità presenti anche nelle aree metropolitane e nelle periferie urbane.
Le direzioni di intervento: non solo bonus
Il dibattito ha evidenziato la necessità di superare un approccio esclusivamente compensativo. Le misure illustrate si articolano su più livelli:
1. Sostegno diretto alla spesa energetica: Bonus sociali elettricità e gas e interventi temporanei di riduzione degli oneri;
2. Efficienza energetica: Conto Termico, detrazioni fiscali e fondo nazionale per l’efficienza energetica;
3. Energie rinnovabili e autoconsumo: Reddito Energetico, configurazioni di autoconsumo e comunità energetiche rinnovabili (CACER)
4. Formazione, informazione e tutoring: Sportelli territoriali, Audit energetici gratuiti, educazione ai comportamenti di risparmio e Tutor per l’Energia Domestica (TED), nell’ambito della Rete Assist
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle comunità energetiche, viste non solo come strumento ambientale, ma anche come leva sociale per contrastare la vulnerabilità energetica.
EPAH e il supporto ai Comuni
Nel corso della Conferenza è stato inoltre presentato il nuovo bando dell’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), iniziativa della Commissione europea che offre assistenza tecnica personalizzata ai Comuni per sviluppare strategie locali di contrasto alla povertà energetica.
Un segnale chiaro: la lotta alla vulnerabilità energetica richiede governance multilivello e capacità amministrativa.
Il ruolo della tutela e dell’accompagnamento
È emerso con forza che la transizione energetica non può essere solo tecnologica o normativa, ma deve essere anche sociale.
La povertà energetica non coincide esclusivamente con la mancanza di reddito, ma spesso si intreccia con:
- scarsa qualità dell’edilizia
- inefficienza degli impianti
- bassa alfabetizzazione energetica
- difficoltà di accesso agli strumenti digitali
In questo scenario, il ruolo delle associazioni dei consumatori diventa strategico nel garantire informazione, orientamento e tutela nei momenti di maggiore fragilità.
“La povertà energetica è il punto in cui la transizione incontra la disuguaglianza”, ha dichiarato Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo. “Non basta ridurre i costi o incentivare l’efficienza: serve accompagnamento, presidio territoriale e capacità di leggere i bisogni concreti delle famiglie. La tutela deve evolvere insieme al mercato e alle politiche pubbliche”.
Accanto a lui, la Tutor dei Delegati Agata Carosi ha ribadito l’importanza della rete territoriale e del coordinamento tra sportelli locali, enti pubblici e operatori sociali per intercettare tempestivamente le situazioni di vulnerabilità.
Il messaggio emerso dalla V Conferenza è chiaro: la transizione energetica sarà davvero sostenibile solo se sarà anche inclusiva. Non si tratta soltanto di produrre energia rinnovabile, ma di garantire che nessuna famiglia resti esclusa dai benefici dell’innovazione.