Povertà energetica, a Roma focus su territori e strumenti di contrasto
Si è svolta ieri a Roma la V Conferenza Nazionale sulla Povertà Energetica, appuntamento di riferimento per istituzioni, osservatori, associazioni e operatori impegnati nel contrasto a una delle fragilità sociali più rilevanti della transizione energetica.
L’Associazione Consumerismo No Profit ha partecipato ai lavori ribadendo l’importanza di un approccio territoriale al fenomeno. Proprio lo scorso anno la stessa ha realizzato un dossier sulla vulnerabilità energetica nella provincia di Trapani, dal quale emerge un dato significativo: circa 50.000 trapanesi risultano potenzialmente a rischio povertà energetica.
“Parliamo principalmente di ultrasettantacinquenni, fruitori della legge 104 e titolari di bonus energia” – riferisce Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo No Profit – “categorie che spesso si trovano in una condizione di fragilità economica e sociale, aggravata dall’aumento dei costi energetici e dalla scarsa efficienza degli immobili”.
I numeri della povertà energetica in Italia
La povertà energetica rappresenta un fenomeno sociale ed economico complesso, caratterizzato dall’incapacità delle famiglie di accedere a servizi energetici essenziali in modo adeguato. A incidere sono diversi fattori: l’aumento dei costi dell’energia, i livelli reddituali, la capacità di spesa e l’efficienza energetica delle abitazioni.
Le conseguenze non sono solo economiche. Il disagio energetico incide sulla salute, sul benessere e sulla qualità complessiva della vita, aggravando situazioni già segnate da vulnerabilità sociale.
Dai dati presentati durante la Conferenza emerge un quadro ancora critico:
- 1,1 milioni di famiglie risultano in ritardo con i pagamenti delle bollette;
- 2,6 milioni dichiarano di non riuscire a riscaldare adeguatamente la propria abitazione;
- 4,7 milioni registrano un’elevata incidenza della spesa energetica rispetto al reddito.
Come evidenziato negli interventi dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), il tema è complesso anche sotto il profilo metodologico. Nel nostro ordinamento, infatti, non esiste una definizione normativa univoca di “povertà energetica”, e l’utilizzo di singoli indicatori può restituire scenari parziali o tra loro non pienamente coerenti.
La distribuzione territoriale conferma una maggiore incidenza nel Mezzogiorno e nelle Isole, ma elementi di vulnerabilità emergono anche nelle aree metropolitane e nelle periferie urbane.
Il sentiment degli italiani
Per comprendere il fenomeno non si può prescindere dal clima di percezione che attraversa il Paese. La maggior parte degli italiani è convinta che le tensioni geopolitiche globali incidano direttamente sui costi energetici nazionali.
Più di un italiano su tre si dichiara molto preoccupato; sommando chi si definisce abbastanza preoccupato, si arriva a circa tre italiani su quattro che guardano con apprensione agli effetti delle tensioni internazionali sulle bollette. Il dato si accentua tra gli uomini e tra gli over 45. Solo una minoranza, pari al 5%, si dice poco o per nulla preoccupata.
Parallelamente, la conoscenza del concetto di “povertà energetica” risulta diffusa: il 71% degli intervistati dichiara di conoscerne almeno a grandi linee il significato. Tuttavia, meno di un italiano su tre si considera realmente informato, e appena il 5% ritiene di padroneggiare l’argomento.
Questo divario evidenzia una lacuna informativa rilevante: riconoscere il termine non significa comprenderne appieno le implicazioni economiche, sociali e sanitarie.
Guardando al futuro, circa sette italiani su dieci ritengono che la povertà energetica sia destinata ad aggravarsi, segnale di un clima di incertezza che continua a incidere sulla percezione di stabilità delle famiglie.
Le misure di contrasto: oltre l’approccio emergenziale
Dal confronto emerso in Conferenza appare chiaro che il contrasto alla povertà energetica non può limitarsi a interventi compensativi.
Le azioni si articolano su più livelli:
- Sostegno diretto alla spesa energetica, attraverso bonus sociali elettricità e gas e interventi temporanei di riduzione degli oneri;
- Misure di efficienza energetica, come Conto Termico, detrazioni fiscali e Fondo nazionale per l’efficienza energetica;
- Promozione delle energie rinnovabili e dell’autoconsumo, con strumenti quali il Reddito Energetico e le configurazioni di autoconsumo e comunità energetiche rinnovabili (CACER);
- Formazione, informazione e tutoring, tramite sportelli territoriali, audit energetici gratuiti, educazione ai comportamenti di risparmio e Tutor per l’Energia Domestica (TED) nell’ambito della Rete Assist.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle comunità energetiche, considerate non solo strumenti ambientali, ma vere e proprie leve sociali capaci di ridurre la vulnerabilità e rafforzare la coesione territoriale.
Il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni e il bando europeo
Le Pubbliche Amministrazioni rivestono un ruolo centrale nell’individuazione e mappatura delle situazioni di vulnerabilità, nonché nella progettazione di interventi mirati.
In questa direzione si inserisce il nuovo bando dell’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), iniziativa della Commissione europea che offre assistenza tecnica personalizzata ai Comuni per sviluppare strategie locali di contrasto alla povertà energetica. Il bando è attivo dal 16 febbraio al 31 marzo.
“La povertà energetica non è solo un indicatore economico, ma un fenomeno che intreccia reddito, salute, qualità dell’abitare e accesso all’informazione” – conclude Giovanni Riccobono. – “Serve un approccio integrato che parta dai territori. I dati di Trapani dimostrano che la vulnerabilità è un fenomeno da non sottovalutare. Il compito delle associazioni dei consumatori è trasformare i numeri in azioni di tutela e accompagnamento”. Proprio in questa direzione, Consumerismo si è attivata in prima linea sul territorio trapanese attraverso lo Sportello Bolletta, realizzato in collaborazione con la Caritas Diocesana di Trapani, con l’obiettivo di offrire un supporto concreto alle persone che si trovano in condizioni di disagio economico e/o sociale. Un presidio operativo che affianca l’analisi dei dati con interventi pratici di orientamento, verifica delle forniture, accesso ai bonus e accompagnamento nella gestione delle utenze.