GRAN BRETAGNA VIETA SOCIAL AI MINORI, CONSUMERISMO: ITALIA SEGUA ESEMPIO
ACCESSO MINORI A SOCIAL E’ A TUTTI GLI EFFETTI UNA EMERGENZA
L’impatto devastante delle piattaforme social sulla società e in particolare sulle giovani generazioni non è più solo una teoria, ma una realtà confermata dalle evidenze scientifiche, ed è fondamentale che anche il governo italiano si mobiliti il prima possibile per legiferare con fermezza e determinazione l’accesso, l’uso e la regolazione delle piattaforme social. Lo afferma Consumerismo No Profit, commentando la decisione della Gran Bretagna di vietare i social media ai minori di anni 16.
“Ormai i fenomeni sociali e persino le scelte politiche sono sempre più determinati dai condizionamenti ineludibili delle logiche algoritmiche delle piattaforme social appositamente costruite per condizionare e rendere dipendenti persone, tanto più le fasce più deboli come i giovani – spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – È urgente che il governo italiano adotti provvedimenti al riguardo e consideri il tema una emergenza nazionale così come stanno facendo numerose democrazie. Questo anche per smentire le voci di corridoio che vedrebbero i rappresentanti dei big social in Italia essere a stretto contatto con la politica, al punto da condizionarne le relative scelte come quella di introdurre misure che attribuiscono responsabilità più verso i genitori che verso le piattaforme. Quindi il governo mostri sensibilità verso le giovani generazioni e si adoperi subito per disciplinare l’accesso e soprattutto gli effetti dei social sulle giovani generazioni, come fatto da Gran Bretagna e altri Paesi europei” – conclude Gabriele.