Carburanti, l’inganno dei 500 milioni: il governo finanzia l’inflazione da avidità
CONSUMERISMO E ADICONSUM SARDEGNA: REVOCARE SUBITO MISTER PREZZI E LA COMMISSIONE DI ALLERTA, SERVONO TETTI MASSIMI AI PREZZI
I dati sull’andamento dei carburanti in Italia attestano il fallimento totale delle politiche di controllo del Governo sul caro-carburanti. I dati confermano che il taglio delle accise è stato “sequestrato” dalla filiera, trasformandosi in un regalo a spese della collettività. Lo affermano in una nota congiunta le associazioni Consumerismo No Profit e Adiconsum Sardegna.
Le associazioni denunciano in particolare l’assoluta inutilità del Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) e della Commissione di allerta rapida. Questi organi, ridotti a semplici spettatori statistici, non hanno alcun potere di intervento reale. Monitorano il danno mentre questo avviene, senza poterlo fermare.
Il provvedimento del governo da 500 milioni di euro per il taglio delle accise è un’operazione puramente elettorale. Lo Stato ha deciso di sottrarre queste ingenti risorse alla sanità pubblica, ai servizi sociali e ai trasporti, consapevole che, in un mercato non calmierato, il beneficio non sarebbe mai arrivato integralmente alla pompa. È un trasferimento di ricchezza pubblica verso i margini privati della filiera: un caso scuola di “Greedflation” (inflazione da avidità).
Per questo Consumerismo No Profit e Adiconsum Sardegna chiedono al Governo:
La revoca immediata di Mister Prezzi e della Commissione di allerta rapida, organi rivelatisi gusci vuoti e costosi.
L’introduzione di un tetto massimo ai prezzi (Price Cap): il carburante non può essere considerato un bene di lusso speculativo, ma un servizio essenziale per la mobilità e l’economia del Paese.
Nuove norme sanzionatorie mirate a colpire non solo la forma (comunicazioni e cartelli), ma la sostanza: l’ingiustificato aumento dei margini in presenza di agevolazioni fiscali statali.
Non abbiamo bisogno di osservatori che ci dicano che i prezzi sono alti; abbiamo bisogno di autorità con poteri di ordinanza che blocchino le speculazioni. Chiediamo che i 500 milioni vengano recuperati attraverso una tassazione sugli extra-profitti generati da questo mancato ribasso e reinvestiti immediatamente nei servizi pubblici essenziali.
CONSUMERISMO No Profit e Adiconsum Sardegna annunciano che porteranno queste istanze in ogni sede istituzionale e giudiziaria, per porre fine a una gestione che umilia il diritto dei consumatori e la dignità dei servizi pubblici.
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