Blackout a Palermo, Consumerismo diffida e-distribuzione: “Le ondate di calore non sono più un’emergenza imprevedibile”
L’associazione chiede al distributore il ripristino stabile del servizio, le cause dei guasti, il piano di investimenti sulla rete cittadina e il riconoscimento degli indennizzi agli utenti. Dieci giorni di tempo per rispondere, poi la segnalazione all’ARERA. Nel comunicato le istruzioni per chiedere indennizzi e risarcimenti.
Consumerismo No Profit APS ETS ha trasmesso una diffida formale a e-distribuzione S.p.A. in relazione alle ripetute e prolungate interruzioni della fornitura elettrica che nel mese di luglio hanno colpito numerosi quartieri di Palermo. I disservizi, secondo quanto ricostruito e dalle segnalazioni raccolte, hanno interessato le borgate marinare di Addaura e Arenella e si sono estesi ad altre zone della città, comprese aree centrali, lasciando per giorni famiglie, professionisti e attività commerciali senza energia elettrica in piena ondata di calore.
Il quadro non riguarda un episodio isolato. Nelle settimane scorse comitati di cittadini e rappresentanti istituzionali locali avevano già trasmesso proprie diffide al distributore, senza che risultasse allo stato una soluzione stabile e definitiva. Le conseguenze più gravi ricadono sulle persone fragili: anziani, bambini e utenti che dipendono da apparecchiature elettromedicali si trovano privi di energia proprio nei giorni di temperature più elevate. A questo si aggiungono i danni economici diffusi, dal deterioramento degli alimenti conservati in frigoriferi e congelatori fino alle perdite di fatturato per le attività commerciali costrette a chiudere o a lavorare a intermittenza.
Le richieste della diffida
Con l’atto trasmesso, l’associazione diffida e-distribuzione ad adempiere entro dieci giorni a cinque richieste puntuali:
- garantire il ripristino stabile e la continuità della fornitura in tutte le zone interessate dai disservizi;
- comunicare le cause tecniche delle interruzioni verificatesi nel mese di luglio e gli interventi già effettuati sulla rete;
- rendere noto il piano degli investimenti e delle manutenzioni programmate sulla rete di distribuzione cittadina, con le relative tempistiche;
- riconoscere agli utenti gli indennizzi automatici previsti dalla regolazione ARERA per le interruzioni prolungate, ferma restando la risarcibilità dei danni ulteriori;
- programmare per turni e per zone le eventuali interruzioni non evitabili nell’immediato, dandone preventiva comunicazione alla cittadinanza.
“Lasciare intere famiglie senza energia elettrica per giorni, con queste temperature, significa mettere a rischio la salute di anziani, bambini e persone che dipendono da apparecchiature elettromedicali, oltre a scaricare sui cittadini danni economici che non hanno causato” dichiara l’Avv. Davide Puma, responsabile dello sportello legale Consumerismo +Tutela su Palermo. “Il punto che contestiamo è la qualificazione di questi eventi come eccezionali. Le ondate di calore si ripetono ogni estate da anni: se il fenomeno è prevedibile, la rete e la gestione del servizio devono essere dimensionate su questa realtà. Una rete adeguata si programma prima, non si insegue a guasto avvenuto”.
“Quella di Palermo non è una vicenda locale e non è una vicenda meteorologica: è una questione di adeguatezza della rete e di programmazione degli investimenti” afferma Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo No Profit e Delegato Regionale per la Sicilia. “Ogni estate la Sicilia registra, inevitabilmente, picchi di domanda e ogni estate si riaprono gli stessi disservizi, con gli stessi soggetti a pagarne il prezzo: anziani, persone fragili, piccole attività commerciali. Se il fenomeno è ricorrente va trattato come un dato strutturale di pianificazione, non come un imprevisto da gestire di volta in volta”.
La richiesta dell’Associazione non si ferma al ripristino del servizio, che è il minimo dovuto, ma chiede trasparenza sul piano degli investimenti e sulle manutenzioni programmate. Secondo l’Associazione i cittadini hanno diritto di sapere quali interventi sono previsti sulla rete della loro città e con quali tempi. E hanno diritto a un sistema di indennizzi che funzioni davvero, senza doverlo inseguire.
Come funzionano indennizzi e risarcimenti
Consumerismo ricorda che il consumatore rimasto senza energia elettrica dispone di due strumenti distinti, che seguono percorsi diversi e non si escludono a vicenda.
- Indennizzo automatico. Quando l’interruzione supera le soglie di durata massima fissate dalla regolazione ARERA sulla qualità del servizio elettrico, l’utente ha diritto a un indennizzo che il distributore eroga senza che sia necessario presentare alcuna domanda. L’importo viene accreditato in bolletta tramite il proprio venditore, di norma entro i termini previsti dalla regolazione. Non serve quindi attivarsi, ma conviene controllare le bollette successive e verificare la presenza della voce di accredito: se l’interruzione subita ha superato le soglie e l’indennizzo non compare, occorre presentare reclamo.
- Risarcimento dei danni ulteriori. L’indennizzo automatico non copre i danni concretamente subiti, come gli alimenti deteriorati in frigoriferi e congelatori, gli elettrodomestici o le apparecchiature danneggiati da sbalzi di tensione, le perdite di merce o di fatturato per le attività commerciali. Per questi occorre una richiesta scritta di risarcimento, da inviare a mezzo raccomandata o PEC, nella quale ricostruire con precisione le date e gli orari delle interruzioni, descrivere il danno e quantificarlo, allegando la documentazione probatoria.
Sul piano pratico, la documentazione è l’elemento decisivo. Conviene fotografare gli alimenti deteriorati prima di smaltirli, conservare scontrini e fatture di acquisto dei beni perduti e degli apparecchi danneggiati, richiedere una relazione tecnica per le riparazioni, annotare giorno per giorno la durata delle interruzioni e, dove possibile, raccogliere le segnalazioni già inviate al numero guasti. Per le imprese sono utili anche i registri delle chiusure e i dati di fatturato del periodo confrontati con quelli dei periodi omogenei.
Se la richiesta non riceve risposta nei termini o l’esito è insoddisfacente, il consumatore può attivare gratuitamente il Servizio Conciliazione dell’ARERA, procedura online e a distanza che si conclude in tempi definiti, oppure rivolgersi allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente. Resta ferma la possibilità di agire in sede giudiziaria.
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