CER e fondi PNRR: Consumerismo diffida il GSE e avvia raccolta nazionale delle segnalazioni
Apertura del canale segnalazioni: CER, enti pubblici, imprese, cittadini
Consumerismo No Profit APS rende noto di aver inviato in data odierna una formale diffida e messa in mora al Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. e, per conoscenza, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in relazione alla gestione del contributo in conto capitale PNRR destinato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Secondo le informazioni raccolte dall’Associazione, un numero crescente di CER e soggetti proponenti riferisce che:
- i progetti di comunità energetica risultano tecnicamente approvati dal GSE;
- è stato rilasciato il Codice Unico di Progetto (CUP), con conseguente classificazione del progetto all’interno della misura PNRR;
- sono stati sostenuti costi progettuali, tecnici e finanziari rilevanti (progettazione, consulenze, oneri bancari, ecc.), confidando nell’accesso al contributo in conto capitale; ma, nonostante ciò, il contributo PNRR non verrà riconosciuto per sopravvenuto esaurimento delle risorse, senza che:
- sia stata resa nota una data certa di esaurimento del plafond;
- sia stata disposta la chiusura o sospensione dello sportello telematico;
- siano stati resi pubblici, in maniera chiara e comprensibile, i criteri cronologici e quantitativi di assegnazione delle risorse residue.
Consumerismo evidenzia che, in base alle regole operative approvate dal MASE, il GSE è tenuto a gestire il contributo PNRR a sportello, adottando specifici provvedimenti di ammissione e collocando le domande eccedenti in un apposito elenco per esaurimento della dotazione finanziaria. Nel contesto del PNRR, il CUP è identificato dal MEF‑RGS come elemento cardine per la tracciabilità dei progetti e deve essere riportato su tutti gli atti amministrativi, contabili e contrattuali relativi alle operazioni finanziate.
Alla luce dei principi di buona fede, correttezza, trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa, Consumerismo contesta in particolare:
- la mancata informazione tempestiva sul momento in cui le risorse PNRR destinate alle CER risultavano, di fatto, esaurite;
- la prosecuzione dell’accettazione delle domande e delle istruttorie, anche in fasi in cui il plafond doveva ritenersi sostanzialmente saturo, senza una chiara avvertenza sul rischio di non ottenimento del contributo;
- la creazione, in capo a CER, enti locali, prosumer e altri soggetti attuatori, di un affidamento ragionevole sulla finanziabilità dei progetti, tale da giustificare investimenti significativi e decisioni irreversibili.
Consumerismo ha concesso 15 giorni di tempo per un riscontro puntuale e documentato alle richieste formulate. In caso di esito negativo o di mancata risposta, l’Associazione procederà nelle opportune sedi.
“Non possiamo accettare che centinaia di Comunità Energetiche, enti locali, prosumer e cittadini abbiano sostenuto costi importanti, confidando nella copertura PNRR, e si vedano oggi comunicare che i fondi sono finiti senza sapere quando, come e secondo quali criteri – dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. Chiediamo trasparenza totale: vogliamo sapere la data esatta in cui il plafond è stato esaurito, quante domande sono state effettivamente finanziate e perché altre, pur tecnicamente approvate e con CUP, sono rimaste fuori.
Se non arriveranno risposte chiare e soluzioni concrete, siamo pronti a promuovere azioni collettive e risarcitorie, sia davanti al giudice amministrativo che davanti al giudice ordinario, per tutelare l’affidamento e gli investimenti di chi ha creduto in questo strumento e nella transizione energetica dal basso”
Contestualmente alla diffida, Consumerismo apre una raccolta nazionale di segnalazioni rivolta a:
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
- Enti locali e Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Unioni, ecc.)
- Prosumer, imprese e associazioni coinvolte in progetti di comunità energetica
- Consumatori e utenti finali aderenti o coinvolti nei progetti
Le informazioni raccolte serviranno a mappare in modo puntuale la dimensione del problema; quantificare i danni economici e gli affidamenti delusi; valutare, insieme ai legali dell’Associazione, le iniziative collettive e individuali più efficaci.