Tentata truffa via WhatsApp: l’allarme di Consumerismo, casi segnalati in tutta la Sicilia
A lanciare l’allarme è Consumerismo No Profit, che nelle ultime settimane ha raccolto numerose segnalazioni di tentate truffe via WhatsApp provenienti da diverse aree della Sicilia, con dinamiche tra loro molto simili. Un fenomeno che, secondo l’Associazione, non appare episodico né destinato a fermarsi.
Il messaggio-tipo è breve e studiato per colpire emotivamente:
«Ciao, potresti prestarmi 810 euro? Devo pagare urgentemente il notaio, ma ho dei problemi con la carta. Ti restituirò i soldi stasera.»
Una richiesta che fa leva su fiducia personale, urgenza e apparente normalità dell’importo, elementi che riducono la capacità di valutazione critica e spingono la vittima ad agire rapidamente.
Un raggiro che si diffonde sul territorio
Secondo Consumerismo, i casi segnalati non riguardano una singola provincia ma coinvolgono più comuni siciliani, con messaggi inviati a catena e numerazioni diverse, spesso riconducibili a:
account WhatsApp compromessi;
numeri clonati o simili a quelli reali;
identità fittizie che si spacciano per conoscenti, amici o colleghi.
«Si tratta di una truffa subdola perché non utilizza link o richieste palesemente sospette, ma simula un bisogno reale, credibile e urgente» – spiegano dall’Associazione – «ed è proprio questa normalità apparente a renderla pericolosa».
Perché il rischio è alto
Il riferimento a spese “istituzionali” come il notaio, unito alla promessa di restituzione immediata del denaro, crea un meccanismo psicologico di pressione, che porta molte persone a non verificare l’identità del mittente.
Consumerismo sottolinea come questi tentativi di truffa tendano a intensificarsi nei periodi di maggiore stress o distrazione, colpendo in particolare:
persone anziane;
lavoratori impegnati;
cittadini meno abituati a riconoscere le tecniche di social engineering.
Cosa fare
L’Associazione invita i cittadini alla massima prudenza:
-non inviare denaro sulla base di un messaggio, anche se sembra provenire da una persona conosciuta;
-verificare sempre contattando direttamente il presunto mittente con una chiamata o un altro canale;
-segnalare immediatamente il tentativo di truffa a WhatsApp e alle autorità competenti;
-informare familiari e conoscenti, per evitare che il raggiro si diffonda ulteriormente.
Un fenomeno destinato a crescere
Consumerismo avverte che queste truffe difficilmente si arresteranno nel breve periodo, proprio perché a basso costo per i truffatori e ad alto rendimento potenziale. Per questo l’Associazione continuerà a monitorare il fenomeno e a raccogliere segnalazioni, ribadendo l’importanza della prevenzione e dell’informazione come primo strumento di difesa.
In caso di dubbi o sospetti, è sempre consigliabile fermarsi, verificare e chiedere supporto: pochi minuti possono evitare una perdita economica e contribuire a contrastare una truffa che si alimenta soprattutto del silenzio delle vittime.
